@ SheldrickWildlife/Twitter

Questo cucciolo di elefante rimasto orfano riceve un massaggio alla proboscide dal volontario (ed è tenerissimo)

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Nel cuore dell’Africa un’associazione si prende cura dei cuccioli di elefante rimasti orfani. Diventa virale il video di un volontario che massaggia la proboscide e ‘soffia il naso’ a uno di loro.

Un video che scalda il cuore sta facendo il giro dei social network. Arriva dal Kenya e ha per protagonista un piccolo cucciolo di elefante che riceve un massaggio sulla sua proboscide da parte di un volontario dell’associazione Sheldrick Wildlife: nel video si può vedere l’uomo che massaggia e sfrega la proboscide del giovane animale per pulirgli il naso e rimuovere il muco. Come si può osservare, l’elefante sta apprezzando il trattamento e sembra essere molto contento.

Si tratta di un cucciolo di elefante rimasto orfano. Di lui e di molti altri cuccioli si prendono cura i volontari di Sheldrick Wildlife, associazione di volontari che si occupa del recupero, del salvataggio e del rilascio in natura di piccoli elefanti rimasti orfani, nonché della conservazione di tutta la fauna selvatica in diverse aree del Kenya.

Perdere i genitori è un evento particolarmente traumatico per i giovani elefanti, sia dal punto di vista fisico che psicologico: i cuccioli restano con la mamma fino a tre anni di età, necessitando di affetto e di cure. Quando rimangono soli, spesso soffrono di fame e di disidratazione, o subiscono le aggressioni di predatori e cacciatori umani.

(Leggi anche: La mamma delfino che ha adottato il cucciolo di un’altra specie rimasto orfano)

Le squadre di soccorso dell’associazione che si muovono sul territorio sono equipaggiate con latte, lettighe per trasportare l’orfano e medicinali per offrire aiuto immediato già le prime fasi di salvataggio. I cuccioli salvati vengono poi portati al Nairobi National Park dove i volontari si prendono cura dei cuccioli con grande attenzione e amore – come si vede anche in quest’altro video: un giovanissimo cucciolo appena arrivato al parco succhia il dito del volontario. Si tratta di un’azione per lui rassicurante, in quanto gli ricorda del legame con la mamma.

Solo quando gli orfani sono pronti per tornare in natura, dopo aver superato il trauma della morte della mamma ed essere guariti da eventuali ferite, vengono riportati nel loro ambiente naturale, in una delle aree protette disseminate sul territorio nazionale. L’associazione organizza inoltre un piano di adozione per chiunque voglia contribuire economicamente alla cura degli animali rimasti orfani e al loro reinserimento nell’ambiente naturale.

Fonte: Twitter / Sheldrick Wildlife

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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