Spagna: presto una legge per proteggere la Corrida?

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Patrimonio nazionale o insensata tradizione? I parlamentari spagnoli hanno dovuto votare ieri per rispondere a una petizione popolare di successo, che ha ricevuto quasi 600.000 firme, nata per chiedere la protezione della corrida come “patrimonio nazionale”. Il tutto proprio a distanza di circa un anno da quando la tauromachia, già vietata nelle isole Canarie dai primi anni ’90, è stata bandita in Catalogna.

Le corride appartengono alla cultura spagnola, sono un patrimonio storico e culturale comune a tutti gli spagnoli“, recita il disegno di legge. Ora il Parlamento, che ha lanciato l’iter legislativo, dovrà determinare se classificare la corrida come un bene della nazione, consentendone una maggiore tutela, legale e finanziaria. Per l’indipendenza catalana, il voto minerebbe la sovranità del Parlamento regionale, che ha un potere altamente decentrato in Spagna.

La discussione, quindi, non solo attira l’ira di attivisti per i diritti degli animali, per i quali è “barbaro voler proteggere uno spettacolo che prevede la tortura e l’uccisione degli animali“, secondo le parole di AnimaNaturalis, ma assume anche un significato politico che va al di là dei tori e dei maltrattamenti, in cui si può leggere tra le righe, ma neanche troppo, una contrapposizione da Barcellona e Madrid.

corrida

Il voto con cui la Spagna ha iniziato l’iter per dichiarare la corrida patrimonio nazionale è uno schiaffo alle centinaia di migliaia di persone che nello stesso Paese iberico vogliono voltare pagina rispetto a una presunta forma di spettacolo, ormai desueta e insensata, che attira sempre meno spettatori”, dichiara intanto l’Enpa, invitando i tantissimi italiani che seguono con grande attenzione le vicende legate ai maltrattamenti di animali a “decidere di cambiare la meta delle proprie vacanze“, se indignati da questo voto.

Ora si teme,inoltre, che la legge riapra la spinosa questione dell’inserimento della corrida come “patrimonio culturale immateriale” dell’UNESCO anche se è lo stesso Comitato Tecnico Spagnolo ad ammettere che sarà difficile ottenere tale riconoscimento essendoci comunque “la morte dell’animale”.

Roberta Ragni

Credit Foto: Europapress

Leggi anche:

Corrida: i toreri messicani rischiano fino a 6 anni di prigione

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook