Condanna esemplare per i due cacciatori che avevano ucciso un lupo iberico: 24mila euro ciascuno di risarcimento

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Il lupo purtroppo non tornerà in vita, ma almeno giustizia è stata fatta. Il tribunale penale della città spagnola di Ávila ha condannato due persone di crimine contro la fauna selvatica perché nel 2015, durante una battuta di caccia, avevano ucciso un lupo, specie protetta.

Dovranno pagare una multa di 24mila euro ciascuno e un risarcimento alla Junta de Castilla y León, hanno il divieto di caccia per tre anni e uno dei due anche 6 mesi di carcere per possesso illecito di armi (il fucile usato non aveva regolare licenza). Cos’era successo? A novembre 2015, i due durante una battuta di caccia avevano ucciso un lupo, specie protetta e monitorata. Il corpo non è stato mai trovato e al processo i due imputati avevano cercato di accusarsi a vicenda. La caccia era avvenuta nella tenuta di Valdeciervos de los Arroyos, situata a Tornadizos de Ávila e immediatamente le associazioni ambientaliste avevano trascinato i due in tribunale.

In realtà, Miguel Ángel Hernández, di Ecologistas en Acción, una delle associazioni che ha portato l’accusa privata insieme ad Anadel e Lobo Marley, aveva chiesto carcere per due anni, risarcimento e divieto di caccia. Secondo il giudice: “nel corso della caccia, gli imputati hanno sparato diversi colpi a un lupo causandone la morte, nonostante sia specie protetta”. Come dicevamo, sebbene il corpo dell’animale non sia stato trovato, lo studio morfologico condotto dagli agenti del Servizio di protezione della natura della Guardia civile (Seprona) ha indicato che i peli raccolti sul luoghi “sono, senza dubbio, caratteristici del lupo iberico (Canis lupus signatus)”.

Uno degli imputati ha dichiarato durante il processo “di non ricordare molto di quello che è successo il giorno della caccia dicendo di non ha visto nessun lupo”.Né ricordava il tipo di arma usata durante la caccia. L’altro imputato ha affermato di aver sparato a un cinghiale. Versioni a cui non ha creduto il giudice che ha parlato di uccisione e occultamento del corpo del lupo e insabbiamento delle prove.

Il lupo è un animale da proteggere e sono tante le organizzazioni che in tutto il mondo, si battono per la sua conservazione. L’ultimo censimento ufficiale della specie in Spagna (2012-2014) ha stimato che si sono 297 branchi distribuiti in diverse zone. In Portogallo l’ultimo conteggio ufficiale (2002-2003) ha individuato 63 branchi. “Data la situazione, il lupo dovrebbe essere considerato come specie vulnerabile in tutta la Spagna”, afferma Hernández.

Nonostante il fatto che la caccia illegale sia un problema di primaria importanza per la specie, avere dei colpevoli e delle sentenze non è facile. Pochi casi vengono perseguiti per la difficoltà di raccogliere prove incriminanti, nonché per la scarsa attenzione prestata al perseguimento di questo tipo di reato. ‘Con questa sentenza- spiegano gli ambientalisti- vogliamo mettere in evidenza la gravità dell’uccisione di una specie protetta come il lupo e quindi aiutare a prevenire la morte dei lupi in futuro, come mezzo per recuperare le popolazioni di questa specie minacciata’.

Fonti: Ecologistas en Acciòn

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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