Giornata mondiale del rinoceronte, perché è importante colorare i corni per rendere l’avorio invendibile (e non è una bufala)

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Anche quest’anno la Giornata mondiale del rinoceronte arriva in una situazione di estrema incertezza e preoccupazione per il futuro di questo animale, che solo in Africa nell’ultimo decennio conta più di 6.680 esemplari uccisi dai bracconieri.

In soli 3 anni abbiamo perso 1349 corni e la richiesta del corno di rinoceronte è alla radice della quasi estinzione di queste specie.

Ma ultimante qualcuno ha trovato un’idea geniale per proteggerli, colorando i loro corni e renderli così invendibili.

Un’idea che da tempo fa discutere e che vede, da una parte, chi è favorevole a misure così estreme per tutelare gli animali, e dall’altra chi pensa che colorare i corni potrebbe essere rischioso per i rinoceronti. Ma anche chi taccia questo progetto come una bufala. Eppure, è tutto vero, e potrebbe essere più utile che mai.

Per questo, i lavoratori del Kruger National Park qualche anno fa hanno iniettato un cocktail speciale in 100 corni di rinoceronte nel tentativo di scoraggiare i bracconieri, all’interno del progetto “Rhino Rescue Project”.

Il colorante, che agisce dall’interno, oltre a tingere il corno, può essere rilevato anche dagli scanner aeroportuali, anche quando il corno stesso viene trasportato sotto forma di polvere. La speranza è quella di rendere anche il trasporto molto meno agevole.

Non solo. Nel colorante è presente un potente antiparassitario, di solito utilizzato contro le zecche che, anche se non è in grado di uccidere i bracconieri e i consumatori che ingeriscono la polvere, ha effetti collaterali piuttosto forti, tra cui nausea, vomito e diarrea. Ironia della sorte, si tratta di alcuni dei sintomi che le polveri estratte dal corno di rinoceronte si ritiene sarebbero in grado di alleviare.

Così non è anche se in alcuni paesi , queste polveri sono ritenute erroneamente in grado di curare alcune malattie. Nulla di più falso visto che i corni di rinoceronte contengono le stesse molecole presenti nelle nostre unghie.

Va detto però che alcune delle immagini che circolano sul web, come quella presente di seguito, sono state ritoccate e non rispecchiano esattamente il colore assunto dai corni. Per questo in molti pensano a una bufala.

rinoceronti colorati

Ma la foto in copertina è reale ed è stata scattata da Rhino Rescue Project circa 3 anni fa. L’immagine mostra un rinoceronte dopo il trattamento.

Di certo lascia pensare il fatto che gli animali siano trattati con antibiotici e antidolorifici anche se, assicura Rhino Rescue Project, i rinoceronti recuperano in fretta.

Ma torniamo alla pericolosità, vera o presunta, di queste sostanze per l’animale. Secondo SaveTheRhino, è stato dimostrato che il corno di rinoceronte non è poroso e la miscela liquida formata dal colorante e dall’antiparassitario non si diffonde in tutto il corno.

Se da una parte ciò significa che l’animale non subisce alcun danno, dall’altra la soluzione non risolve il problema del bracconaggio perché il colorante può essere rimosso e abraso.

Colorare i corni, quindi,potrebbe davvero essere la soluzione migliore per scoraggiare i bracconieri.

Francesca Mancuso

Foto

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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