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Clonato il furetto nativo degli Usa, è la prima volta per un animale in via di estinzione

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Ci risiamo. Nuovamente la parola clonazione rimbomba nei meandri dei laboratori, a supporto di un obiettivo che lascia pensare: gli scienziati americani hanno clonato un furetto dai piedi neri (black-footed ferret; Mustela nigripes) in via di estinzione, utilizzando cellule conservate di un esemplare selvatico morto da tempo. Ed ecco a voi Elizabeth Ann.

È la prima volta che una specie autoctona in via di estinzione viene clonata negli Stati Uniti e ci domandiamo se davvero ce n’era bisogno. Già, perché la clonazione, ora come ora, viene vista come unica pietra miliare per la conservazione dei furetti dai piedi neri, l’unico furetto nativo del Nord America.

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Questa specie una volta era stata trovata in vaste aree del West americano, ma si è ridotta quando agricoltori e allevatori hanno eliminato la preda principale, i cani della prateria. Troppo difficile ripartire da qui?

Negli anni ‘70 si pensava fossero estinti, ma un decennio dopo, nel 1981, il cane di una donna di Meeteetse (nel Wyoming) si presentò alla porta di casa con un furetto dai piedi neri in bocca. La specie venne dunque dichiarata non più estinta, anche se gli esemplari erano pochissimi. Nel 1987 il furetto dai piedi neri fu dichiarato estinto in natura, ma grazie a un programma di riproduzione in cattività è stato possibile ricondurre diverse popolazioni allo stato selvatico.

Quei “sopravvissuti” sono diventati la base di un programma di allevamento in cattività gestito in parte dal Fish and Wildlife Service statunitense in Colorado e da allora gli animali sono stati reintrodotti in otto stati delle Grandi Pianure. Ma solo sette degli animali selvatici originali sono stati allevati e tutti i furetti viventi sono strettamente imparentati. La loro popolazione selvaggia oggi è di circa 400-500 esemplari, afferma Pete Gober, coordinatore del recupero dei furetti dai piedi neri.

Questo nuovo clone è una copia genetica di una femmina selvaggia di nome Willa, morta a metà degli anni ‘80 nel Wyoming e non ha discendenti viventi. Le sue cellule sono state criopreservate al Frozen Zoo, un programma del San Diego Zoo Global che ha raccolto campioni da circa 1.100 specie rare e in via di estinzione in tutto il mondo. I ricercatori sperano di allevare Elizabeth Ann e introdurre la sua prole in natura per iniettare la diversità genetica tanto necessaria nella popolazione.

furetto clone

©U.S. Fish and Wildlife Service via AP

Sebbene questa ricerca sia preliminare, è la prima clonazione di una specie autoctona in via di estinzione in Nord America e fornisce uno strumento promettente per i continui sforzi per conservare il furetto dai piedi neri“, conclude Noreen Walsh, direttore della US Fish and Wildlife Regione di Mountain-Prairie di Service.

Tutto ciò era davvero necessario? La perdita di habitat di questa e di altre specie animali è sotto gli occhi di tutti, non sarebbe più urgente ripristinare il loro ambiente naturale, fare in modo che ritrovino ciò in cui gli animali sono nati ed evoluti, piuttosto che ricorrere a una clonazione?

Fonti: National Geographic / CBS News 

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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