Chiude il circo acquatico più crudele al mondo, mai più delfini che saltano nel fuoco

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Dopo un decennio di incessanti proteste, chiude finalmente l’Indonesian Travelling Circus Circus di Wersut Seguni, noto anche come il “circo dei delfini più crudele del mondo“e per capire il perché di questa definizione, basta vedere le immagini di cosa succedeva al suo interno: delfini in spazi ristretti costretti a stare fuori dall’acqua ed essere accarezzati e nutriti direttamente dalle mani dei visitatori come fossero animali domestici.

Il ministero dell’Ambiente indonesiano non rinnova i permessi al circo itinerante che usava i delfini per i suoi show. A darne notizia è il Ric O’Barry’s Dolphin Project che spiega che finalmente, i tendoni della compagnia Wersut Seguni Indonesia, responsabile della sofferenza senza fine e del commercio di delfini al solo fine di fare spettacolo, hanno chiuso i battenti ufficialmente dal 5 febbraio.

Da oltre dieci anni gli attivisti portavano avanti questa battaglia e adesso la chiusura del circo itinerante è una vittoria per tutti e dimostra che le cose possono cambiare. Da tempo, il team indonesiano di Dolphin Project denunciava le sofferenze di questi animali, prima catturati dal loro habitat naturale e poi resi schiavi con duri addestramenti. Sballottati da una città all’altra, trasportati in minuscole vasche simili a delle bare su dei camion, in qualsiasi stagione dell’anno.

“I delfini erano costretti a esibirsi in piccole vasche piene di sostanze chimiche. Cinque volte al giorno i delfini si esibivano per il divertimento del pubblico, che li alimentava con piccoli pezzi di pesce durante lo spettacolo. Tenuti appunto senza cibo per poi avvicinarsi ai visitatori in cerca di qualcosa da mangiare”, scrive Dolphin Project.

I delfini saltavano nei cerchi, giocavano con le palline e ‘ballavano’ a ritmo di musica a tutto volume.

Guardate cosa succedeva all’interno del circo:

Delfini accarezzati come fossero animali domestici e tenuti fuori dall’acqua per una foto ricordo:

Qui in spazi limitati e nutriti dalle mani dei visitatori del circo acquatico:

“Questa è una giornata storica per tutti noi. Dal 2009, quando è iniziato lo spettacolo itinerante del circo dei delfini, abbiamo lavorato instancabilmente, inviando petizioni, coordinando le proteste, partecipando a numerosi incontri, facendo pressioni sul governo e impegnandoci in ricerche sul campo. Oggi abbiamo fatto la storia chiudendo uno degli ultimi circhi itineranti nel mondo”, dice Femke den Haas, responsabile della campagna indonesiana di Dolphin Project sul blog dell’organizzazione.

Era stata portata avanti una campagna pubblicitaria contro lo sfruttamento, erano stati fatti graffiti e murales perfino all’aeroporto di Bali e uno spettacolo di marionette educativo sul tema.Ma non è stata una battaglia facile.

“Abbiamo fatto una presentazione all’American Cultural Center di Jakarta nel febbraio 2013, dove era presente il Ministro dell’Ambiente. La nostra intenzione era di fare una presentazione sul circo dei delfini in viaggio e spiegare la necessità di chiuderlo. Prima dell’evento, abbiamo ricevuto molte minacce dai proprietari di circhi che hanno persino assunto persone per intimidirci, arrivando perfino a inseguirci dentro l’edificio. Al nostro fondatore Ric O’Barry è stato consigliato di indossare un giubbotto antiproiettile poiché la situazione era fuori controllo”, continua Femke den Haas.

Una brutta storia che il team si è lasciato alle spalle, ma la strada è ancora in salita perché se è vero che i delfini non saranno più nel circo itinerante, la struttura permanente a central Java è ancora aperta e quindi adesso le pressioni sono per chiudere definitivamente anche questo circo.

“Continueremo a monitorare questa situazione per garantire che nessun delfino venga nuovamente trasportato di città in città. Rimarremo vigili e garantiremo il rispetto della legge. Il Progetto Dolphin continuerà anche a fare campagna per riadattare i delfini prigionieri rimasti in Indonesia e rilasciare quelli che sono candidati idonei”, scrive ancora il progetto che incoraggia i sostenitori a inviare una nota di gratitudine a Siti Nurbaya Bakar, ministro dell’Indonesia per l’Ambiente per aver sposato la causa.

Questo è il suo profilo social: @ siti.nurbayabakar (Instagram).

Fonte: Dolphin project

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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