Sparano sonniferi sui cinghiali e poi li abbattono: parte il contenimento che lascia i cuccioli orfani

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Cuccioli impauriti e strappati alle loro mamme. Tempi duri per i cinghiali di Roma nord. In questi giorni, a ridosso della Riserva dell’Insugherata, le forze dell’ordine sparano sonnifero agli animali che poi verranno abbattuti. Le associazioni animaliste, bloccate dall’emergenza coronavirus, insorgono sui social.

Nel settembre scorso, era stato sottoscritto un protocollo tra Regione, Comune e Città Metropolitana di Roma, in cui i cinghiali vengono definiti ‘animali pericolosi per la salute e l’incolumità pubblica’, visto che a caccia di cibo, si spingono sempre più vicino al contesto urbano. Così dal pomeriggio del 15 aprile, è iniziato l’intervento di cattura. Animali sparati con sonniferi che poi saranno portati al macello.

In questo video pubblicato sui social si vedono i cuccioli rimasti da soli dopo la cattura della madre accasciata per il sonnifero. Invano cercano di arrampicarsi per raggiungerla, sono spaesati e visibilmente impauriti.

“È un atto illegale e immorale uccidere degli esseri innocenti in un’aerea protetta. In piena emergenza Coronavirus il sindaco Raggi si diverte ad andare a caccia di ungulati, mettendo a repentaglio la vita dei suoi stessi operatori che non potranno rispettare il distanziamento sociale in un’attività di per sé già pericolosa”, scrive Rinaldo Sidoli di Animalisti italiani.

“Ricordiamo che il protocollo firmato a maggio 2019 alla Regione Lazio ha stabilito uno stanziamento di 100mila euro l’anno per la ‘prevenzione del rischio’ connesso alla presenza di questi animali dentro la Capitale. Uno spreco di soldi pubblici”.

Gli animali sono attratti dalla città ‘a causa del facile reperimento di rifiuti depositati intorno ai cassonetti. Un’altra causa del loro avvicinamento nell’area urbana è legata alla pratica illegale del foraggiamento, che fa perdere l’istinto a quest’ultimi di cercare il cibo nei boschi.Per tutti gli altri abbiamo suggerito una soluzione non-violenta costituita dai vaccini immuni-contraccettivi”.

Segue a ruota anche l’associazione Earth che puntualizza:

“Per legge gli abbattimenti possono avvenire solo quando hanno fallito i metodi incruenti ed inoltre uccidere gli animali quando hanno i piccoli in lattazione potrebbe configurare il reato di uccisione di animali”.

“Si legge nella convenzione che ‘data la disponibilità di fonti trofiche facilmente accessibili’, cioè rifiuti in prossimità di cassonetti, siti non protetti e così via, è necessario provvedere ad interventi diretti ed indiretti per il controllo numerico dei cinghiali in cui è prevista la cattura e l’abbattimento eutanasico, nonché lo smaltimento degli animali. Dunque bisogna uccidere i cinghiali perché le strade sono sporche e i rifiuti attirano gli animali. Un documento imbarazzante, poiché non tiene conto né del benessere animale, né delle reali capacità di contenimento del numero date dalla cosiddetta ‘caccia di selezione’, che si è mostrata inadeguata negli anni a risolvere il problema”, spiega  Valentina Coppola, presidente dell’associazione Earth.

Secondo Maurizio Gubbiotti, presidente dell’ente regionale RomaNatura:

“I cinghiali vengono addormentati e il farmaco iniettato non permette di destinare le sue carni alla macellazione. Di conseguenza verranno addormentati e poi abbattuti”.

Fonte: Delibera Comune di Roma/ Associazione Earth

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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