Cinghiali: in Lombardia si potrà cacciare con arco e frecce

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Foresta di Sherwood o Lombardia? La battuta concedetecela anche se non c’è niente da ridere. La Lega regionale vuole introdurre la caccia al cinghiale con arco e frecce per far fronte all’emergenza degli ungulati. La proposta fa seguito ai recenti incidenti che si sono verificati in zona.

La Regione Lombardia valuterà anche “l’utilizzo dell’arco, come strumento ecologico per attuare la selezione, tra metodi per il controllo delle popolazioni”. Recita così la mozione che ha come primo firmatario il consigliere della Lega Paolo Ghiroldi, in cui si parla di questa misura.

“L’eccessiva proliferazione dei cinghiali in Lombardia ha acquisito i connotati di una vera e propria emergenza. L’allarme è cresciuto degli ultimi 24 mesi. Gli agricoltori sono in costante preoccupazione per i danni arrecati alle colture. Gli animali si avvicinano sempre più ai centri abitati, abbattono reti e invadono autostrade e strade statali e provinciali causando il ferimento di persone e danni agli autoveicoli”.

Infatti, le due mozioni (quella sull’utilizzo di arco e frecce e l’impegno del presidente per riconoscere la figura dell’operatore volontario) arrivano dopo due incidenti che si sono verificati negli ultimi giorni.

Cosa prevede il testo

Il testo chiede nello specifico, quindi, che si possano abbattere cinghiali anche “al fuori degli orari e dei giorni previsti dalla normativa nazionale per la caccia; ad attivarsi con i parlamentari del territorio per modificare la legge vigente, per far riconoscere la figura dell’operatore volontario, cioè di un cacciatore appositamente formato per l’attività di contenimento con la supervisione delle polizie provinciali; a proseguire gli scambi con i ministeri competenti per far sì che l’emergenza cinghiali abbia la necessaria attenzione e la disponibilità di tutti gli strumenti previsti dalla legge, compreso lo stato di calamità, per fronteggiare l’escalation di danni a uomini e colture”.

Ancora, nella mozione si esorta a “considerare l’ipotesi di eliminare la specie in particolari aree di pregio e vulnerabili del territorio e di porre in essere le azioni più opportune per abbandonare il regime di indennizzo «de minimis» in favore di un indennizzo del 100% per i danni a colture, recinzioni e pertinenze dei fondi”.

Per adesso, a favore hanno votato i gruppi di centrodestra e il Pd che però si espresso negativamente sul punto della mozione della Lega che prevede la richiesta di valutare l`utilizzo dell’arco come mezzo di abbattimento. Contrari invece Movimento 5 Stelle, Lombardi Civici Europeisti e +Europa.

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Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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