Uccisi a Roma 7 cinghiali: esecuzione della mamma e dei cuccioli tra le proteste delle persone

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Roma Capitale non porta i cinghiali in zone non abitate, li uccide. Orrore nella notte tra il 15 e il 16 ottobre nella Capitale, dove una mamma cinghiale è stata uccisa insieme ai suoi 6 cuccioli in un parco giochi dell’Aurelio. E non da qualche esaltato, ma dalla Polizia Provinciale, quindi con il beneplacito dell’amministrazione provinciale e capitolina.

Non sono bastate le proteste accorse sul luogo, di associazioni animaliste ma anche di privati cittadini che, incuranti di freddo, pioggia e ora tarda, hanno cercato di fermare l’omicidio. Niente, era stato deciso, è stato fatto. La povera famiglia è stata prima narcotizzata poi uccisa davanti agli occhi attoniti delle popolazione.

Da tempo la Capitale “convive” con i cinghiali, che cercano cibo in città, e già in passato ci sono state assurde richieste di abbattimenti, con proteste e appelli. Nonché, soprattutto, concrete proposte di soluzioni, tra cui quella del trasporto degli animali, oggettivamente pericolosi per gli umani, in zone più consone. Ma niente, la risposta più facile al problema sembra l’omicidio, in questo caso in un parco giochi per bambini.

É una vergogna! – tuona l’Ente Nazionale per la Protezione degli Animali (ENPA) – A Roma la scorsa notte si è compiuto un vero orrore. Una mamma cinghiale e i suoi cuccioli sono stati prima narcotizzati e poi uccisi, nonostante ci fossero altre soluzioni percorribili. Cuccioli di cinghiale uccisi in un parco giochi per bambini: un luogo di divertimento per i piccoli trasformato in un luogo di morte, in un luogo di esecuzioni capitali”.

Erano state fatte molte proposte ad un problema reale. A Roma Nord infatti da anni famiglie intere di cinghiali percorrono le vie della Capitale, prevalentemente in cerca di cibo, ma ormai in molti casi stanziati. E già questo è indice di qualcosa che non va, perché i cinghiali sono animali selvatici e non dovrebbero quindi ambientarsi nei centri abitati.

Lo scorso aprile, in piena emergenza coronavirus, le Forze dell’Ordine avevano sparato sonnifero e poi abbattuto alcuni animali adulti, lasciando orfani diversi cuccioli, a ridosso della Riserva dell’Insugherata. Il lockdown aveva bloccato tutto, ma non queste criminali operazioni a quanto pare.

Che continuano.

Soluzioni alternative c’erano eccome e sono state presentate innumerevoli volte sia in situazioni e contesti di “normalità” sia in quella “emergenziale” di ieri – spiega Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa – Le Associazioni, infatti, si erano mobilitate per permettere lo spostamento dei cinghiali in un’altra zona, ma non ci è stato permesso”.

L’ENPA chiede di poter accedere agli atti per accertare le reali responsabilità ed è pronto a procedere per vie legali. Ma ormai il danno è fatto, e temiamo possa ripetersi se non siamo tutti a voler fermare questi massacri.

Fonti di riferimento: Enpa / Facebook

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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