Cigno ucciso a bastonate a Recoaro: la femmina si lascia morire 48 ore dopo

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Si è lasciata morire di fame, straziata dal dolore per la perdita del suo compagno di vita, ucciso brutalmente da dei vandali. E’ la cigna reale femmina del laghetto superiore del parco nel centro di Recoaro Terme dove venerdì scorso è stato ritrovato morto con il collo spezzato il suo “amore”, massacrato a bastonate.

Una vicenda straziante, che dimostra come gli animali abbiano sentimenti molto più che umani. Una vicenda che aveva già indignato in tanti per le modalità terribili in cui era stato ritrovato con il collo spezzato il cigno reale maschio la sera del 3 maggio  e che ora colpisce proprio al cuore. A distanza di poco più di 48 ore, infatti, è stato ritrovato anche il corpo del cigno reale femmina, sua compagna da 16 anni, che si è letteralmente lasciata morire di inedia, rifiutando di mangiare.

Anche perché lei era stata trasferita nel 2003 in questo laghetto di Recoaro dal lago di Fimon proprio dopo che, esattamente come oggi, era stato ucciso l’esemplare di cigno reale maschio. Ma lei 16 anni fa aveva trovato un nuovo compagno e condiviso con lui quel laghetto, diventato ormai la loro casa, tutti i giorni. E questo nuovo dolore evidentemento non lo ha sopportato.

il cigno reale maschio ucciso dai vandali

Rimasta da sola non ha voluto più mangiare e domenica 5 maggio è stato ritrovato anche il suo corpo senza vita. E’ stato proprio il sindaco Davide Branco a recuperare l’uccello dall’acqua :

“Si vedeva che stava male, non mangiava più e temevamo finisse così» commenta a Il Corriere del Veneto.  “Invieremo il corpo all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, come era stato per il maschio. In questo caso però non ci sono dubbi, l’animale si è lasciato andare. È caratteristico di questa specie, succede spesso che i compagni o le compagne non sopravvivano a lungo quando muore uno dei due”.

Nel frattempo proseguono le indagini riguardo la morte del cigno maschio e nei prossimi giorni saranno resi disponibili dall’Istituto zooprofilattico i riscontri ufficiali per stabilire con certezza le cause e dare la caccia al vandalo che ha compiuto il gesto atroce. 
Se l’esito delle analisi confermerà che l’animale è stato ammazzzato, scatterà una denuncia per ignoti per uccisione di animali.

“Entro l’anno quest’area verrà coperta da un servizio di videosorveglianza, in modo che episodi gravi come questo non si ripetano più” conclude Branco.

I due cigni non erano gli unici del parco, nei laghetti più bassi vivono, infatti, altri esemplari che speriamo vivamente continuino a nuotare bellissimi e fieri nei loro specchi d’acqua.

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Simona Falasca

 

 

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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