Il santuario che salva migliaia di tartarughe in via di estinzione, colpite dalle imbarcazioni e dalla plastica

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Dal 2004 il programma di conservazione delle tartarughe presso il centro di riabilitazione dell’ hotel Burj Al Arab negli Emirati Arabi si pone l’obiettivo di salvare le tartarughe embricate, che qui vengono soccorse e riabilitate. Dall’anno di fondazione il centro ha ospitato quasi 2000 tartarughe. 

Gli animali, una volta guariti, vengono liberati in natura, mentre gli esemplari  che purtroppo non sono più in grado di tornare nel loro ecosistema naturale, a causa delle irreversibili condizioni di salute, trovano rifugio per tutta la vita. 

Molti dei casi che arrivano nel Santuario sono rappresentati da esemplari che hanno rotto i loro carapaci (gusci) impattando con le eliche delle imbarcazioni. Nel centro purtroppo non mancano i cuccioli, che non resistono alle basse temperature invernali o alle forti correnti, riversandosi così sulle spiagge. Tuttavia, la peggiore minaccia per questa specie rimane l’ingestione di plastica, che porta l’animale ad ammalarsi di infezioni e persino alla morte. 

Inoltre tante delle tartarughe accolte sono colpite da una forte crescita di cirripedi sul carapace, pertanto, dopo il loro arrivo, i carapaci vengono puliti e gli esemplari sottoposti a tutte le cure necessarie. Dopo un periodo di degenza, le tartarughe seguono un percorso di riabilitazione finalizzato al rilascio in natura.

Con solo solo 8000 le femmine nidificanti in tutto il mondo, la tartaruga embricata è una specie in pericolo critico di estinzione, tanto da trovarsi nella lista rossa IUCN: secondo i dati si stima che negli ultimi 30 anni questa specie abbia registrato un calo dell’87%. 

Abbiamo le tartarughe embricate in pericolo di estinzione che si avvicinano alla nostra spiaggia e durante i mesi invernali

ha affermato Emily Armstrong, Marine and Environment Manager del Centro 

La prima parte del processo di riabilitazione è quando le tartarughe vengono trovate ferite o malate. Una volta che le cure più complesse sono terminate e l’animale sta migliorando, viene trasferito in una laguna per tartarughe in riabilitazione, dove gli esemplari trascorrono l’ultima parte del percorso riabilitativo. Qui siamo in grado di monitorare la loro salute e il modo in cui si riadattano alle condizioni dell’habitat. 

ha spiegato a Reuters Barbara Lang-Lenton, direttrice del santuario.

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Redattrice su temi della sostenibilità sociale e ambientale. Laureata con lode in filosofia, ha conseguito un master di II livello in Rendicontazione Innovazione e Sostenibilità. Ha maturato esperienza nella comunicazione e nell’organizzazione di eventi presso enti profit e no profit.
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