Centinaia di cavalli da corsa vengono macellati al termine della loro carriera, violando le regole

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Secondo i dati ufficiali di Racing Australia, l’ente nazionale per le corse dei cavalli di razza, ogni anno circa 34 cavalli provenienti dalle gare finiscono nei mattatoi del Paese, un numero che rappresenta meno dell’1% del totale dei cavalli che concludono la loro carriera.

Il sito ABC News però ha rivelato che, stando alle informazioni in suo possesso, le cose non stanno esattamente così.

A seguito di un’indagine portata avanti per due anni, infatti, è emerso che i cavalli da corsa uccisi nei mattatoi sono molti di più: in una sola settimana e in un singolo macello, i cavalli da corsa macellati sarebbero addirittura 4000.

L’inchiesta ha anche rivelato molteplici casi di crudeltà sugli animali e pratiche atroci e inaccettabili nei macelli australiani: i cavalli che un tempo venivano considerati campioni di grande valore, nei macelli vengono picchiati, incatenati, calpestati, terrorizzati e torturati attraverso scosse elettriche sul corpo e nell’ano.

Tutto ciò accade nonostante l’introduzione di norme atte a garantire il benessere dei cavalli da corsa in Australia.

Nel 2016, infatti, Racing Australia ha introdotto una “regola di rintracciabilità” che richiede la registrazione e il monitoraggio di tutti i cavalli dalla nascita al pensionamento.

Nello stesso anno, l’industria delle corse di cavalli purosangue ha adottato una serie di misure volte a proteggere il benessere dei cavalli prima, durante e dopo la loro carriera. li misure comprendevano il divieto di inviare i cavalli ai macelli scartati dalle gare.

Evidentemente le regole non vengono rispettate, poiché dalle indagini di ABC risulta che i cavalli da corsa vengono ancora inviati ai macelli, dove purtroppo sono trattati senza alcun rispetto.

In merito a quanto emerso dall’indagine, il professor Paul McGreevy, esperto del benessere e del comportamento animale con 25 anni di esperienza di ricerca nel settore dei cavalli da corsa, ha dichiarato che:

“Questo è il genere di cose che sconvolgerà il settore fino in fondo. È assolutamente inaccettabile deludere i nostri atleti equini in questo modo.
Si tratta di pratiche atroci e il settore delle corse è responsabile dell’esposizione di questi animali a questa miserabile fine.
I cavalli meritano di meglio, le persone che amano il settore meritano di meglio. Quindi l’industria ha deluso molte persone e molti cavalli. Questa è una chiara violazione di tutto ciò che l’industria ci ha raccontato”,  ha detto lo scienziato.

Condividiamo le parole del Professor McGreevy, augurandoci che le autorità intervengano per porre fine a questi comportamenti, assicurando il rispetto delle regole.

Leggi anche:

Tatiana Maselli

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Naturale Bio

Tè matcha per restare in forma: come introdurlo nella propria dieta

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook