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Cavalle gravide torturate e uccise per produrre farmaci, l’inchiesta che svela l’orrore delle “fattorie del sangue” in Islanda

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Cavalle gravide torturate, costrette ad abortire e uccise in strutture che hanno l’aspetto di veri e propri lager: è quanto avviene nella civilissima Islanda, considerata uno dei Paesi migliori in fatto di benessere animale. Proprio in Islanda, patria del cavallo islandese (razza millenaria e fra le più antiche al mondo) oltre 5mila cavalle sono vittime di terribili sofferenze – che spesso portano anche alla morte – nelle cosiddette “fattorie del sangue”. 

A svelare i dettagli è una lunga e accurata inchiesta appena pubblicata, condotta dalla rete internazionale di associazioni animaliste coordinata dalla italo-svizzera AWF-TSB (the Animal Welfare Foundation).

La causa di questa serie di indicibili violenze è sempre lo stesso, ovvero la produzione di farmaci a base di ormone PMSG (Pregnant Mare Serum Gonadotropin, in Italia conosciuto come Gonadotropina serica equina), impiegati negli allevamenti intensivi di suini. La vicenda era già nota grazie ad altre inchieste portate avanti in Paesi dell’America Latina come l’Argentina e l’Uruguay, ma non bisogna andare troppo lontano per assistere alle terribili torture sui cavalli. Anche in Islanda, nel cuore dell’Europa, succede lo stesso, ovvero le cavalle sono costantemente ingravidate e passano la loro intera esistenza tra gravidanze, aborti e torture. 

Animali semi-selvaggi vengono sottoposti a maltrattamenti, condotte violente ad opera di personale non adeguatamente formato e privo dei titoli professionali che sarebbero necessari per svolgere determinati ruoli. Le cavalle e i puledri vivono in uno stato di panico e terrore continuo, soffrono e poi finiscono macellati. – denuncia Italian Horse Protection Onlus (IHP), che ha preso parte all’indagine condotta a livello internazionale – Tutto questo accade Islanda, dove ci sono norme sul benessere animale palesemente violate. Accade in Europa, dove vige il principio per cui laddove ci sia la possibilità di usare strumenti o principi attivi alternativi a quelli animali si devono privilegiare: in Germania ci sono ben 36 farmaci brevettati con principi attivi analoghi al PMSG prodotti sinteticamente. Accade facendosi beffe del documento ‘Farm to Fork’ approvato nei giorni scorsi a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo che contiene, tra l’altro, la richiesta di divieto di importazione e di produzione del PMSG in Europa. 

Cavalle torturate per produrre farmaci per gli allevamenti intensivi 

Ciò che accade ai cavalli in Islanda, ma anche in altri Paesi come l’Argentina è a dir poco spaventoso. Quando le cavalle riescono a portare a termine la gravidanza, i puledri maschi vengono mandati al macello, mentre le femmine seguono la sorte delle madri. E successivamente, quando sono più in grado di essere ingravidate, le cavalle vengono mandate al macello. Gli animali vengono abitualmente picchiati e vivono in lager privi di ogni riparo dalle intemperie. Accade spesso che le cavalle collassino dopo l’estrazione del sangue.

“Alle cavalle vengono prelevati anche 5 litri di sangue alla settimana per 6-8 settimane nel periodo compreso fra i 40 e 140 giorni di gestazione, mentre le linee guida internazionali dicono che il massimo sangue che si può estrarre a fini di sperimentazione è pari a circa 3 litri ogni 4 settimane” spiega Sonny Richichi, presidente di IHP. 

Ma perché questo terribile sfruttamento delle cavalle? Come anticipato, il motivo risiede nel PMSG, l’ormone prodotto dalle cavalle gravide che viene utilizzato per la produzione di farmaci veterinari. 

Il PMSG è un ormone estratto dal sangue di cavalle gravide che viene usato per produrre farmaci impiegati negli allevamenti intensivi per la produzione di carni principalmente suine: serve per incrementare la fertilità delle scrofe e produrre un maggior numero di cuccioli destinati alla macellazione – chiarisce Richichi – Le investigazioni condotte negli anni scorsi dalle associazioni animaliste hanno mostrato le torture alle quali vengono sottoposte le cavalle nei principali hub mondiali di produzione del PMSG, l’Argentina e l’Uruguay. Lo sdegno globale e le forti proteste che si sono levate dopo la diffusione delle inchieste alle quali abbiamo attivamente partecipato hanno fatto sì che molte case farmaceutiche abbiano dichiarato di non avvalersi più di PMSG importato dal Sud America: hanno detto di averlo sostituito con ormoni prodotti in Europa, senza però fornire ulteriori dettagli. Ecco, i dettagli li mostra adesso questa investigazione di AWF: sono agghiaccianti perché in Islanda le condizioni delle cavalle sono le stesse dell’Argentina e dell’Uruguay. Ed è ancora più grave perché siamo in Europa, dove ci sono norme che vietano queste pratiche.

La scorsa primavera l’Italian Horse Protection Onlus aveva lanciato una petizione, che ha raccolto oltre 33mila firme, per chiedere al ministro della Salute Roberto Speranza di vietare in Italia la commercializzazione del Fixplan, un farmaco prodotto dall’azienda argentina Syntex con l’estrazione del PMSG dalle cavalle torturate. 

E, alla luce di questa terrificante scoperta fatta in Islanda, l’associazione lancia l’ennesimo appello:

Ci rivolgiamo ancora una volta ai cittadini per chiedere di alzare la voce contro questo scempio e ai nostri rappresentanti politici in Italia e in Europa perché si attivino rapidamente e con forza per chiedere l’immediata messa al bando sia dell’importazione da Paesi terzi che della produzione sul territorio comunitario del PMSG.

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Fonte: Italian Horse Protection Onlus

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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