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Castoreo: i profumi contengono davvero l’aroma estratto dalle ghiandole perineali dei castori?

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Il castoreo è una secrezione che ai castori serve per marcare i loro territori e che odora di vaniglia. Ma questa sostanza è davvero usata all’interno dei profumi?

Vi avevamo già parlato del castoreo(tra i primi a farlo in Italia) utilizzato come aroma “naturale” di vaniglia all’interno di alcuni prodotti alimentari e non. Ma sapete da dove si ricava? Per comodità si dice che viene estratto dalle ghiandole anali del castoro (Castoreum canadense), ma non è una definizione precisa dato che in realtà si ottiene dalla ghiandole perineali (ovvero quelle presenti tra l’ano e i genitali) di questo animale.

Leggi anche: Additivi: quell’aroma “naturale” di vaniglia estratto dalle ghiandole anali di castoro

Che cos’è il castoreo

Appare come un fluido oleoso e di colore giallo e il suo caratteristico aroma vanigliato deriva dalle piante selvatiche di cui si nutre il castoro. 

Naturalmente, vista l’estrema vicinanza con la zona anale, la sostanza può contenere anche secrezioni anali e urina. Nonostante ciò, il composto che si estrae non è tossico ed è considerato sicuro da diversi studi (e dalla Food and Drug Administration), sia che venga assunto per via orale che utilizzato esternamente, ad esempio all’interno di cosmetici o profumi.

Quindi, se vi state chiedendo se è possibile trovare questo composto nei profumi, in particolare in quelli alla vaniglia, la risposta è sì, anche se in realtà non è così facile che ciò  avvenga. Si tratta infatti di un aroma “di lusso” in quanto è difficile e costoso (oltre che davvero poco etico) ottenere le secrezioni fresche dai castori.  

Viene davvero ancora usato?

Spesso quando è presente all’interno di un prodotto, si utilizza sotto forma di tintura alcolica, ed è proprio una volta diluita in alcool che la sostanza acquisisce “sfumature più piacevoli, muschiate e fruttate”, secondo Fragantica, enciclopedia dei profumi che segnala anche tutti i prodotti dove è contenuto il castoreo (fortunatamente molti appartengono al passato ma comunque controllate che non vi sia il vostro).

Nonostante sia stato molto utilizzato in passato, è raro trovarlo oggi anche come aroma alimentare, dato che è molto più semplice ed economico utilizzare la vanillina. Ma fino a poco tempo fa, chi voleva vantare l’utilizzo esclusivo di “aromi naturali” prediligeva ancora l’uso del castoreo, dato che la vanillina era considerata invece sintetica.

Già dagli anni 2000, però, la compagnia statunitense Rhodia ha introdotto un processo di biosintesi della vanillina che le permette di essere etichettata come “aroma naturale”. Una buona notizia per i castori che in questo modo sono meno richiesti per la produzione di castoreo che, come potrete immaginare, non è esattamente innocua.

In passato, invece, l’estratto delle ghiandole di castoro, è stato anche usato come medicina tradizionale per secoli. La popolazione di castori in Svezia fu quasi spazzata via nel XIX secolo a causa della popolarità del castoreo, secondo quanto riporta il quotidiano inglese svedese The Local.

Come si estrae

Questo ci fa capire quanto la pratica di estrazione del castoreo sia invasiva e poco sostenibile. Gli animali vengono catturati e poi, nella migliore delle ipotesi, sedati o in alternativa uccisi.

Come aveva spiegato Joanne Crawford, ecologista ed esperta della fauna selvatica della Southern Illinois University:

“Si possono letteralmente mungere le ghiandole in modo da poter estrarre il liquido. Così si può far schizzare fuori il castoreo, ma è un’operazione abbastanza difficoltosa” 

Dove si può trovare?

Diciamo che quindi è molto improbabile trovarlo. Alcuni profumi classici che incorporano castoreo sono ormai “datati”, anche se è ancora possibile trovare prodotti che lo contengano.

Negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration elenca l’estratto di castoreo come un additivo alimentare generalmente riconosciuto come sicuro. Nel 1965, il programma GRAS della Flavor and Extract Manufacturers Association (FEMA 2261 e 2262) ha aggiunto l’estratto di castoreum e il liquido di castoreum. Ma il consumo annuale dell’industria è davvero molto basso.

Il castoreum è tradizionalmente usato in Svezia per aromatizzare una varietà di grappa comunemente chiamata “Bäverhojt” (letteralmente, grido di castoro).

Come evitarlo

Diffidiamo in generale di queste sostanze definite “naturali” sia negli alimenti che nei profumi che altrove.

Per quanto riguarda il castoreo, controllate che non vi sia nel vostro profumo e se non trovate indicazione di tutti gli ingredienti presenti nella composizione, orientatevi su prodotto vegan, in modo da evitare qualsiasi tipo di crudeltà su animali.

 Fonti: PubMed / Fragrantica / The Local

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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