Cassius, il coccodrillo da guinness dei primati

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È australiano, lungo quasi 5 metri e mezzo e dal peso di circa una tonnellata il coccodrillo più grande in cattività. Misure da record che sono valse al mega rettile l’entrata nel Guinness dei primati dell’edizione 2012, “book of records” fresco fresco di stampa. E sarebbe ancora più lungo, se non avesse perso 20 cm di coda in combattimento prima della cattura, avvenuta nel 1984 nel Territorio del Nord dell’ Australia.

Si chiama Cassius, in onore del leggendario pugile Cassius Clay, e da 24 anni è ospite del parco zoologico di Marineland, nelle Green Island (Queensland), sotto le cure del proprietario George Craig. Il coccodrillo da Guinness è uno dei pochi primatisti onorati con una foto a pagina doppia. La sua età è stata stimata attorno ai 100 anni.

Misurare Cassius per gli ispettori di Guinness non è stato facile. ‘Ci sono voluti mesi di pianificazioneha detto George Craig. ‘Abbiamo infine prosciugato la vasca, lo abbiamo fatto uscire e lo abbiamo calmato con un ricco pasto, e per molte ore, con mio nipote Toody ci siamo avvicinati sempre più finché non abbiamo potuto stendergli sopra il metro”.

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Un’impresa pericolosa per i proprietari e sicuramente stressante per Cassius che, peraltro, potrebbe essere valsa a poco. Sì, perché il primato potrebbe presto essere “rubato” da un altro bestione catturato nelle Filippine, dalla lunghezza tra i 6 e i 7 metri, anche se il coccodrillo filippino non verrà accettato dal Guinness fino a quando non sarà in “cattività’ accettabile”, in modo da poterlo misurare correttamente.

Ma per Lolong, questo il nome dell’esotico rivale di Cassius, fama e popolarità arriveranno anche senza record, visto che le autorità filippine hanno deciso di farne un’attrazione per turisti.

Immediate le reazioni da parte della Peta: Ashley Fruno ha invitato i filippini al rilascio immediato della creatura (che peraltro è stata talmente provata dallo stress da rifiutare cibo per molti giorni) così barbaramente e ingiustamente sottratta al suo habitat naturale. Appelli che si scontrano contro un muro di cemento, perché “l’animale è pericoloso”, “bisogna proteggere le persone”.

Scuse che risultano piuttosto palesi per una “gloria e celebrità mondiale” di cui potremmo fare tranquillamente a meno.

Roberta Ragni

 

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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