La tragedia del capodoglio spiaggiato in Sardegna: nel corpo un feto e 22 chili di plastica

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Anche il feto che aveva in pancia è morto insieme alla sua mamma per colpa della plastica. Un capodoglio si è spiaggiato a Cala Romantica, Porto Cervo, Arzachena e nella pancia, con il suo cucciolo, aveva 22 chili di plastica.

Inquinamento sempre più persistente e sembra quasi che la catastrofica previsione che entro il 2050 in mare ci sarà più plastica che pesci, sia sempre più reale. Ancora un animale marino trovato con chili di sacchetti e rifiuti nello stomaco. Qualche giorno fa era toccato a delle tartarughe, adesso parliamo di un capodoglio trovato dalla Guardia costiera.

“C’è ancora qualcuno che dice che questi non sono problemi importanti? Per me sí, e sono prioritari.Il marine litter (la poltiglia di rifiuti in mare) affligge tutto mondo marino, non solo l’Italia, certo, ma ogni paese nel mondo ha il DOVERE di applicare le politiche per contrastarlo: non oggi mai ieri. Abbiamo usato in un modo spensierato la “comodità” dell’usa-e-getta in questi anni ed oggi ne stiamo pagando le conseguenze, anzi le stanno pagando soprattutto gli animali”, scrive il ministro dell’Ambiente Sergio Costa su Facebook.

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Il capodoglio era lungo 8 metri, il suo feto appena due e mezzo e conviveva con reti, piatti e anche buste di plastica scambiati per cibo e ingeriti accidentalmente. La stessa dinamica era già successa in Indonesia, ma anche in Italia, ad Ischia tanto per citare uno dei casi. Per questo è urgente intervenire al più presto.

“Il disegno di legge #SalvaMare, che proprio nei prossimi giorni arriverà al Consiglio dei ministri, aiuterà queste creature marine perché troveranno molta meno plastica nei mari, grazie ai pescatori che finalmente potranno portare a riva tutta la plastica pescata, mentre adesso sono praticamente obbligati per legge a ributtarla in mare”, continua Costa.

Dal 2021 si inizierà a vietare l’uso e il commercio dell’usa e getta visto che la direttiva europea è già stata approvata.

“In più – chiosa il ministro -invito tutti i sindaci a fare e firmare ordinanze sul divieto delle plastiche usa-e-getta nelle proprie città e sui lungomare italiani come hanno fatto a Capri e il sindaco Luigi de Magistris a Napoli. La guerra alla plastica usa-e-getta è iniziata. E non ci fermeremo qui”.

Tornando allo sfortunato capodoglio morto per colpa della nostra plastica, la SeaMe lancia la proposta di conservare lo scheletro dell’animale per utilizzarlo come monito.

“Sarebbe davvero un peccato se questo cetaceo andasse perduto, perdendo anche l’opportunità, per tutto il territorio, di conoscere la sua storia, i problemi a cui la popolazione di capodogli e degli altri cetacei va incontro, e le minacce, tra cui il grande problema delle plastiche, che questi animali ingeriscono”.

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Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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