Chiude il canile di Lecce: sovraffolamento e condizioni igieniche non idonee

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Il canile comunale di Lecce ha chiuso i battenti. A seguito di alcuni controlli eseguiti dal corpo forestale, sono stati apposti i sigilli, lo scorso 27 febbraio. Le guardie forestali infatti hanno riscontrato sovraffollamento e condizioni igienico-sanitarie non idonee nella struttura fatiscente di Borgo San Nicola, gestita per conto del comune pugliese dall”Associazione Nuova Lara.

Secondo quanto riportato dai quotidiani locali, nel canile erano presenti 154 cani, contro il limite massimo di 40 stabilito da una delibera della Regione. Gli animali in esubero erano ospitati presso locali non idonei allo scopo e destinati ad altre funzioni, quali bagni, corridoi, uffici e ambulatorio veterinario.

Tutto è cominciato quando lo scorso 24 gennaio il Corpo Forestale dello Stato durante un sopralluogo effettuato presso il canile, aveva riscontrato alcune carenze igienico-sanitarie, non solo sulla tutela degli animali ma anche sotto il profilo della sicurezza e della salute del personale impiegato. Gli uomini della Forestale ora sono all’opera per trovare una struttura idonea che possa ospitare in cani rimasti senza un tetto.

L’accusa mossa, al momento contro ignoti, dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone è rifiuto di atti d’ufficio e maltrattamento di animali. Ma sulla base degli accertamenti condotti dal Nucleo investigativo reati a danno degli animali, al comando dell’ispettore Antonio Panzera non vi sarebbero stati maltrattamenti: “Nessun maltrattamento nei confronti degli animali ma le condizioni della struttura sono assolutamente incompatibili con la loro natura e le loro esigenze“.

Perché i cani versavano in quelle condizioni? L’associazione si è difesa e tramite il suo vicepresidente Floriana Catanzaro, ha detto: “Siamo coscienti del fatto che l’assessore Guido abbia ereditato una situazione a dir poco drammatica, ma gli interventi di manutenzione, necessari affinché la struttura non divenisse fatiscente e la situazione non degenerasse, si sarebbero dovuti predisporre già da tempo da parte dell’Ufficio comunale competente. Sappiamo anche che la burocrazia spesso è d’intralcio quando occorre intervenire con repentinità ma confidiamo nella disponibilità dimostrataci dall’assessore Guido affinché non si ripetano mai più situazioni del genere“.

Lungaggini burocratiche, e a farne le spese ancora una volta sono i migliori amici dell’uomo.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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