70 cani randagi bruciati vivi in Ucraina: fiamme al rifugio di Andrea Cisternino (VIDEO e PETIZIONE)

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Oltre 70 cani randagi uccisi. Sono morti bruciati vivi a causa di un tragico incendio doloso. In poco tempo ieri il Rifugio Italia, il parco-canile modello costruito dall’attivista Andrea Cisternino in Ucraina, in seguito allo sterminio dei randagi per gli Europei del 2012, è stato avvolto dalle fiamme.

Purtroppo da allora il governo del Paese ha fatto ben poco, anzi nulla, per proteggere i suoi cani dalle uccisioni da parte dei cosiddetti ‘dog hunters’, che hanno continuato ad agire quasi del tutto indisturbati. E ora questo nuovo attacco feroce e crudele. Così tragico da laciare senza parole. Solo in 20 tra i cani ospitati nel rifugio si sono salvati.

Anche perché sembra che nessuno abbia aiutato i volontari a spegnere le fiamme, o a curaregli esemplari sopravvissuti, come spiega Cisternino in una dolorosa testimonianza video:

Ecco cosa resta del Rifugio e ci hanno pure minacciato , ma se credono che io me la faccio sotto si sbagliano , per la polizia ucraina come sempre non e’ colpa di nessuno .

Posted by Andrea Cisternino on Domenica 12 aprile 2015

“Vi prego per favore non iniziate a insultare gli ucraini, non serve, mi hanno telefonato ucraini che vogliono aiutarci e spero che questa mia ennesima tragedia faccia cambiare le cose, non per me ma per queste creature abbandonate da molta gente, faccio fatica a stare in piedi e ho respirato troppo fumo, ho bisogno di staccare un pochino, poi aggiornerò su tutto, mi sembra ancora non sia vero ma ho negli occhi i poveri corpi dei nostri cani carbonizzati, i cuccioli sono morti vicini, ho pianto troppo oggi, pero’ vi chiedo di non insultare il popolo ucraino solo per pochi delinquenti, grazie”, scrive Cisternino in uno dei suoi ultimi messaggi sul web.
rifugio italia2
E proprio il popolo della rete si sta mobilitando per aiutarlo dall’Italia. Sono partiti da subito l’hahstag #iostoconAndrea e la petizione per chiedere giustizia:
“Urliamo il nostro sdegno, il nostro dolore di fronte a questo gesto barbarico, di una violenza inammissibile, violenza che continua a perpetrarsi in Ucraina. Questi cani non davano fastidio a nessuno, ne’ erano tantomeno un pericolo per i cittadini, immensi sacrifici sono stati fatti da Andrea Cisternino e sua moglie, affinche’ fosse creato il rifugio italia, chiediamo tutela e rispetto per lui e per tutti i cani di questo Paese incivile!“, si legge nel testo.
Per firmare la pèetizione clicca qui
Roberta Ragni
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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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