I cani sono gelosi: lo studio che lo conferma

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Questo non sorprenderà la maggior parte dei proprietari: i cani possono essere gelosi. Ma ora è un nuovo studio della University of California, San Diego, pubblicato su su PLoS ONE a confermarlo. Si tratta del primo test sperimentale sui comportamenti di gelosia nei cani.

I risultati supportano coloro che sostengono che ci possa essere una forma più elementare di gelosia, che si è evoluta per proteggere i legami sociali dagli intrusi. Per anni, infatti, alcuni scienziati hanno sostenuto il contrario, cioè che la gelosia richiedesse una cognizione complessa, sostenendo che questo sentimento fosse una costruzione del tutto sociale – ragion per cui non si manifesta in tutte le culture umane.

I ricercatori Harris e Prouvost ora mostrano che i cani hanno manifestato comportamenti tipici della gelosia quando il loro proprietario ha mostrato affetto per quello che sembrava essere un altro cane (in realtà era solo un cane di pezza che abbaiava, guaiva e scodinzolava). I cani hanno mostrato meno questo comportamento quando lo stesso affetto è stato riversato a un oggetto nuovo o quando il proprietario si è mostrato concentrato sulla lettura di un libro.

“Il nostro studio suggerisce non solo che i cani si impegnano in quelli che sembrano essere comportamenti gelosi, ma anche che stavano cercando di rompere il collegamento tra il proprietario e un rivale – ha detto Harris-. Non possiamo davvero parlare di esperienze soggettive dei cani, naturalmente, ma sembra come se fossero motivati ​​a proteggere un importante rapporto sociale”.

I ricercatori hanno lavorato con 36 cani nelle loro case, videoregistrando i proprietari che li ignoravano a favore di un altro oggetto. I proprietari sono stati incaricati di trattare gli oggetti come se fossero cani veri. Così si è scoperto che c’era il doppio delle probabilità che i cani spingessero o toccassero il proprietario quando interagiva con il cane finto (78 per cento).

I cani credevano che l’animale di pezza fosse un vero rivale? Harris e Prouvost scrivono che la loro aggressività suggerisce di sì, lo hanno fatto. E citano anche come prova ulteriore che l’86 per cento dei cani ha annusato l’estremità posteriore del cane giocattolo durante l’esperimento o post-esperimento.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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