Cucciolo di cane salvato da una scimmia

L’ex militare inglese che è rimasto in Afghanistan per salvare cani e gatti maltrattati e i tutti i suoi collaboratori

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Non solo donne, bambini e uomini vanno messi in salvo dalla disastrosa condizione afghana, ma anche cani e gatti

Una situazione tragica quella che sta interessando l’Afghanistan in questi giorni. Un ritorno a un oscuro passato che terrorizza uomini e soprattutto donne. Tutti tentano la fuga, tutti tranne lui: Pen Farthing, un ex soldato britannico e fondatore dell’organizzazione benefica Nowzad. Lui non intende lasciare Kabul senza salvare i suoi collaboratori e i cani e gatti di cui si prende cura.

Proprio Pen – che ha fondato l’organizzazione 15 anni fa, contribuendo ad aumentare la consapevolezza del benessere degli animali nel Paese afghano e a salvare cani randagi e asini maltrattati (e dando lavoro a molte donne afghane veterinarie) – ha infatti lanciato un appello al suo governo perché le 71 persone del suo staff e 180 tra cani e gatti del rifugio siano trasportati nel suo Paese. Grazie al suoi impegno è riuscito a salvare decine di animali e di collaboratori, ma è intenzionato a non lasciare Kabul finché non avrà terminato la sua missione.

Un dramma nel dramma, insomma: ora le vite di quei cani e di quei e gatti ospitati nella struttura della Nowzad sono appese ad un filo, ma anche quelle di chi si è speso fino ad oggi per loro.

E così in queste ore Farthing – premiato con il “Lifetime Achievement Award” al Daily Mirror e ccn il “RSPCA Animal Hero Awards” nel 2013, ed è stato nominato “Eroe dell’anno 2014” dalla Cnn – ha lanciato sui social un disperato appello per trovare le risorse necessarie a noleggiare un cargo e mettere in sicurezza tutti, umani e amici a quattro zampe: ci vogliono 200mila dollari.

Il suo è il volto dell’Afghanistan. I nostri governi occidentali hanno dato speranza per il futuro alle giovani generazioni dell’Afghanistan. E in un rapido tratto di penna della Casa Bianca li hanno abbandonati ai lupi – scrive Farthing su Instagram pubblicando la foto di una sua veterinaria. Tutti coloro che si prendono cura di persone compassionevoli e premurose come la nostra fantastica dottoressa Hamida e i suoi colleghi e amici in Afghanistan ora devono farsi avanti e lasciare che le loro voci siano ascoltate. Non hanno futuro se non lo fai. Contatta la stampa, i parlamentari, i senatori e i presidenti e i primi ministri. I soldati occidentali sono morti in Afghanistan per questo breve futuro che abbiamo dato al popolo afghano. La loro morte è stata inutile. Più che mai il popolo afgano, le persone reali che sono proprio come te e me con aspirazioni e speranza, hanno bisogno delle nostre voci e dell’intervento dei nostri governi. Il ritiro dall’Afghanistan è un terribile errore.

Cosa possiamo fare noi? Aiutare con un contributo a questo link: www.nowzad.com/donate.

 

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Fonte: Pen Farthing/Instagram

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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