Strage di cammelli in Australia: 1500 già abbattuti, ma il popolo somalo chiede di fermare il massacro e portarli in Africa

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

I cecchini dagli elicotteri hanno già sparato a 1500 cammelli, ma la mattanza in Australia continua perché il numero da eliminare è 10mila. La loro colpa è quella di bere troppo e di ‘togliere l’acqua’ agli aborigeni.

Mentre cresce la rabbia e la ferma condanna su questa ordinanza voluta dal capo della comunità degli aborigeni di Anangu Pitjantjatjara Yankunytjatjara, i più indignati in questa situazione sono i somali che stanno esortando in tutti i modi gli australiani, a smetterla di abbattere i cammelli.

Il presidente della Somaliland Camel Herders Association, Mustafe Cali Deeq, spiega che questi animali sono “molto preziosi” per i somali e “secondi” solo agli esseri umani.

“L ‘associazione degli animali della Somaliland ha espresso preoccupazione chiede a tutto il governo e il popolo somalo di lavorare insieme per salvare il cammelli”, scrive sui social un utente.

Ha detto poi, che l’Australia dovrebbe risparmiare la vita dei cammelli mandandoli da dove “originariamente” provenivano ovvero nel Corno d’Africa, dove questi animali sono sacri e amati. Chiamati ‘geel’, i cammelli rappresentano ricchezza e benessere.

I somali stessi sostengono che i cammelli australiani sarebbero stati spostati durante la colonizzazione: dall’ex colonia inglese (oggi repubblica autoproclamata del Somaliland) fino all’Australia, all’epoca sotto il dominio britannico.

Come siano andate le cose, oggi ha poca importanza. Il dato reale è che l’abbattimento prosegue e che difficilmente poi i cammelli verranno spostati da un continente all’altro. E la storia ne è la dimostrazione: anche negli anni passati l’ordinanza era stata diramata dopo le lamentele della popolazione secondo cui, gli animali invaderebbero le loro proprietà in cerca di acqua e la loro flatulenza contribuirebbe al riscaldamento globale.

Ogni anno il programma di gestione dei cammelli ne prevede un numero di abbattere per paura che essi possano prosciugare le poche sorgenti d’acqua, fonti preziosissime e sacre per le comunità aborigene. Per questi poveri cammelli selvatici non sembra esserci scampo, nonostante il Dipartimento dell’Energia e dell’Ambiente ha affermato che le emissioni di animali selvatici non dovrebbero essere considerate nella stima delle emissioni di un paese in quanto non sono gestite a livello nazionale.

E il tutto succede, non dimentichiamolo, mentre un miliardo di animali è morto per colpa degli incendi che stanno devastando l’Australia.

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
Cristalfarma

Come gestire nel proprio piccolo disturbi d’ansia e stress di uno dei momenti storici più difficili

ABenergie

Cosa fai dentro casa per risparmiare energia?

NaturaleBio

Cacao biologico naturale, in granella o in polvere: benefici e ricette per portarlo in tavola con gusto

Tua fibra energia

Luce, gas e fibra tutto incluso e a prezzo fisso ogni mese, la nuova frontiera della bolletta unica

TryThis

L’app che ti fa divertire sfidando i tuoi amici anche durante il lockdown

Schär

Sei celiaco? Da Schär un test di prima autovalutazione dei sintomi da fare in pochi click

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook