Il caldo record in Australia sta facendo strage di pipistrelli, uccelli e pesci

Fa così caldo che gli animali cadono giù dal cielo stremati. In Australia, nei giorni scorsi, alcune zone interne hanno raggiunto anche i 48 gradi e queste temperature hanno messo a dura prova tutti, anche gli animali.

La situazione sta pian piano tornando alla normalità, ma l’ondata di caldo ha fatto strage di uccelli, pesci e soprattutto di volpi volanti (Pteropus conspicillatus), una specie di pipistrello che vive appunto nel paese.

caldo australia

Se l’uomo, infatti, riesce ad attrezzarsi per combattere il caldo, lo stesso non si può dire per questi animali che muoiono per le elevate temperature. E così, sui social, sono in tanti coloro che pubblicano le vittime di questa strage. L’agricoltore Bill Wallace su Twitter mostra due cacatue, pappagalli australiani di medio-grandi dimensioni che giacciono inermi sul terreno.

“Il termometro oggi è arrivato a 48,9 gradi, non è una lettura ufficiale ovviamente, ma è stato sufficiente per uccidere questi cacatua. Quanto è brava la fauna selvatica a morire di stress termico?”, scrive l’uomo.

Altri utenti hanno pubblicato foto di altri animali che non mostravano alcun segno di lesione sul corpo, ma venuti giù come se stremati dal caldo. Ipotesi confermata poi dalla Native Wildlife Rescue che ha comunicato il salvataggio di centinaia di volpi volanti che non stanno rispondendo bene al cado.

“Caldo record e cibo limitato, stanno complicando la vita alle volpi volanti”, scrive l’organizzazione che spiega di aver trovato oltre 100 pipistrelli stremati nella valle del canguro e di aver eseguito altri 140 salvataggi nei giorni scorsi.

“Devastante per molte madri e per i loro piccoli, l’aiuto è arrivato troppo tardi”.

Esattamente come a gennaio scorso, quando il caldo aveva fatto strage di animali, oltre alle temperature record, l’Australia sta soffrendo siccità, che ha conseguenza anche il riscaldamento dei livelli dell’acqua. Tutto ciò ha favorito la comparsa di cianobatteri, che anche se non hanno ucciso direttamente i pesci, hanno impoverito di ossigeno le acque. La situazione, che sta piano piano rientrando, ha portato però danni a tantissime specie perché quelle che non sono morte per il cando, hanno dovuto fare i conti con gli incendi boschivi.

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Giornalista professionista, laureata con lode in Scienze Politiche e con un master in Comunicazione Pubblica e Politica. Vincitrice di due premi giornalistici per la realizzazione di due documentari. A settembre 2017 pubblica "Appunti di antimafia. Breve storia delle azioni della ‘ndrangheta e di quelli che l’hanno contrastata".
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