Caccia agli ungulati: sospesa dal Tar in Emilia Romagna

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Stop anticipato alla caccia agli ungulati. Lo ha deciso il Tar di Parma che ha sospeso il calendario venatorio della Provincia di Reggio Emilia per via dell’eccesso di piombo nell’ambiente. Qualche tempo fa, infatti, l’Ispra, aveva lamentato il rischio che il piombo finisse nella catena alimentare degli animali e di conseguenza in quella dell’uomo, con la conseguenza di favorire alcune malattie.

L’attività venatoria, già di per sé condannabile per il massacro di animali compiuto ogni anno, metterebbe dunque a rischio la nostra salute. Ciò avviene perché ancora oggi i cacciatori dediti a tale pratica utilizzano cartucce a base di piombo.

Prima dell’emanazione del calendario di caccia 2011/2012, però, la Provincia di Reggio Emilia aveva chiesto un parere all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale sulla questione, ricevendo l’ovvia risposta che l’utilizzo di pallottole contenenti piombo, essendo quest’ultimo nocivo per la salute dell’uomo, avrebbe dovuto essere vietato nel calendario.

E lo scorso aprile c’era stato anche un protocollo d’intesa tra la Regione e l’Ispra con l’obiettivo della conservazione della specie e della biodiversità, in aumento nell’area: “Per noi l´obiettivo della conservazione della specie e della salvaguardia della biodiversità è e rimane fondamentale – aveva detto l’assessore regionale all´agricoltura e all’attività faunistico-venatoria Tiberio Rabboni – nessuna guerra agli ungulati dunque, ma misure per trovare un punto di equilibrio sostenibile con l´esercizio delle attività agricole e umane”. In questo modo era stato dato il via libera alla caccia, vista la crescita del numero di ungulati, ma in un secondo momento non era stato accolto il parere dell’Ispra.

Così la LAC, la Lega per abolizione della caccia ha fatto ricorso al Tar. Quest’ultimo, due giorni fa si è espresso favorevolmente sospendendo il calendario venatorio della Provincia di Reggio Emilia relativamente alla caccia agli ungulati, poiché, nonostante il divieto, consentiva l’utilizzo di munizioni al piombo.

A ciò va aggiunto anche il fatto che l’Ue già vieta la vendita ma anche la cessione gratuita di carni a rischio, ossia quelle che potenzialmente potrebbero contenere sostanze bioaccumulabili, tra cui proprio il piombo.

La Provincia si dovrà interrogare sulla gestione della fauna al di là del ricorso al Tar” ha commentato Dino Vecchi, membro del Gruppo di vigilanza venatoria della LAC. “La fauna non può essere considerata mera proprietà dei cacciatori”.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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