Il coronavirus ferma tutto, ma non la caccia: gli assurdi provvedimenti adottati dalle Regioni

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Il coronavirus ferma tutto ma non la caccia. Alcune regioni infatti starebbero emanando provvedimenti a favore delle attività venatorie. Mentre tutta l’Italia è costretta in casa e a seguire misure drastiche per contenere la diffusione del Covid-19, molte regioni sono al lavoro per garantire la caccia.

A denunciarlo sono state alcune delle principali associazioni animaliste tra cui WWF Italia, ENPA, LAC, LAV, LIPU. Secondo le associazioni alcune regioni

“stanno emanando provvedimenti a favore della caccia, a partire dalle leggine incostituzionali fino alle autorizzazioni per l’attuazione di piani di ‘controllo’ della fauna, che consentiranno ai cacciatori-selecontrollori di uscire sul territorio in totale disprezzo ai provvedimenti restrittivi assunti dal Governo”.

Emilia Romagna e Veneto: attivi i piani di controllo della fauna selvatica

L’Emilia-Romagna e il Veneto hanno mantenuto attivi o addirittura hanno appena attivato i “piani di controllo della fauna selvatica” non solo usando il personale pubblico ma anche con i privati. Di fatto, nonostante le limitazioni e i divieti, i cacciatori saranno autorizzati a spostarsi all’interno delle rispettive province.

L’errore è duplice: da una parte il personale pubblico potrebbe essere impiegato diversamente in questo periodo di emergenza, dall’altra si tratta di due delle regioni più colpite dal coronavirus, con un numero di morti elevato e pari rispettivamente a 2.051 e 631 (dati aggiornati al 5 aprile 2020).

Lombardia e il piano per l’uccisione delle volpi

Con una ordinanza pubblicata il 10 gennaio scorso, il TAR della Lombardia, su segnalazione di ENPA e LAC, aveva sospeso alcune parti del piano che prevedeva l’uccisione delle volpi sul territorio della provincia di Lodi. Secondo il Tribunale, infatti, tale piano violava la Legge nazionale sulla tutela degli animali selvatici, consentendo le uccisioni delle volpi agli stessi cacciatori, in contrasto con la norma nazionale. Ma lo scorso 5 marzo, la Regione ha impugnato l’ordinanza del TAR chiedendone la riforma al Consiglio di Stato.

“È raccapricciante dover constatare che in piena emergenza Coronavirus, in Lombardia, la regione più martoriata del nostro Paese, gli amministratori hanno buon tempo da spendere per pensare agli interessi dei cacciatori e alla tutela del loro passatempo. In effetti sarebbe stato sufficiente attendere il prossimo 16 luglio, quando al TAR si terrà l’udienza di merito, per sostenere le ragioni di coloro che vorrebbero uccidere quante più volpi possibile, solo perché sono competitori dei cacciatori” denuncia la LAV.

Sardegna e Piemonte: via libera ai cacciatori sui fondi privati

In Sardegna invece è stata approvata una norma, per le associazioni incostituzionale, sul controllo faunistico. In forza di tale legge, il proprietario di un terreno agricolo può dare il via libera ai cacciatori nei propri fondi. Eppure, ben 6 sentenze della Corte Costituzionale hanno bocciato leggi di questo tipo.

Se possibile, la Regione Piemonte ha fatto di peggio e ha formulato un nuovo disegno di legge che offre ai cacciatori la possibilità di uccidere altre 15 specie, cancellando la norma che avrebbe consentito ai proprietari dei fondi di vietare la caccia sui propri terreni.

Non va meglio nel Lazio che ha addirittura approvato una norma per la caccia nelle “aree contigue” del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove vive l’Orso marsicano già a rischio di estinzione.

“Tutte queste misure determinano l’illegittimo abbassamento del livello di tutela dell’ambiente e della fauna selvatica previsto dalla normativa nazionale e sovranazionale e perseguono il solo ed unico obiettivo di ampliare i margini per lo svolgimento della pratica venatoria che, lo si ribadisce, è una mera attività ludica, violando addirittura i DPCM emanati a tutela della salute pubblica. Un atteggiamento che va davvero condannato, in un momento in cui dovremmo tutti sostenere le iniziative di sicurezza del Governo e operare solo e unitamente per il bene comune” denunciano le assocazioni.

Fonti di riferimento: WWF LAV

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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