©Ranchobuenavistamx.com via ElsoldeMexico

7mila dollari per cacciare i bisonti del Messico, gli animali totem sacri dei nativi

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Hanno pagato anche 7.000 dollari per uccidere i bisonti, sacri ai nativi. E’ accaduto nei giorni scorsi in Messico dove sono esplose le polemiche visto che proprio pochi giorni fa la Commissione nazionale delle aree naturali protette del governo del Messico (CONANP) ha reso noti tramite i social gli sforzi per tutelare i bisonti americani e per salvaguardare il loro habitat.

Una beffa. Era il 6 gennaio quando la Conanp ha mostrato di essere impegnata nella tutela di questi animali, cari ai nativi e sull’orlo dell’estinzione.

Sembrava troppo bello per essere vero. Eppure alcuni quotidiani messicani, come El Sol de México, hanno ottenuto fotografie e informazioni sui servizi offerti da El Rancho Buenavista. Foto e informazioni che ovviamente non esistono più ma che secondo il giornale ritraevano i cacciatori che mostravano i bisonti morti come trofei di caccia.Secondo El Sol de México, il ranch Buena Vista di Piedras Negras, ha offerto come ” richiamo” la caccia al Bisonte americano, ai cervi e ad altri animali protetti da USA e Messico .

La notizia ha scatenato l’indignazione mondiale. Dopo una valanga di critiche, il sito e ogni traccia di questa azienda sui social sono stati rimossi ma ancora circolano gli screenshot. Inoltre, è ancora possibile vedere alcune immagini in miniatura se si cerca il sito del ranch su Google Immagini.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Ministero dell’Ambiente e delle Risorse Naturali (Semarnat), che ha confermato di non aver autorizzato i permessi di allevamento per uso venatorio (caccia legale) del bisonte.

“In relazione alle fotografie che sono circolate ieri sui social network e alcuni portali, dove due persone vengono osservate accanto a un bisonte presumibilmente morto, vittima di caccia, il Ministero dell’Ambiente e delle Risorse Naturali riferisce che tramite La Direzione Generale della Fauna Selvatica non ha autorizzato alcun permesso di uso venatorio per il Bisonte Americano presso il ranch Buena Vista, a Coahuila, dove viene citato l’evento. Le autorità di questa agenzia hanno immediatamente esaminato i file e non ci sono rapporti su piani di gestione approvati e usi per le specie concesse a un ranch a Coahuila con il nome Buena Vista, o con le caratteristiche mostrate nelle foto esposte” si legge nel comunicato ufficiale.

A destare scalpore è stato il fatto che da tempo il Governo del Messico è impegnato nella conservazione di questa specie e del suo habitat. Eppure, secondo El Sol de México fino a qualche giorno fa sil sito del ranch si leggeva:

“Siamo un autentico ranch messicano, a conduzione familiare e gestito da più di 4 generazioni. Il ranch copre più di 100.000 acri di proprietà di caccia. Puoi scegliere di cacciare con un fucile o un arco e ti forniremo la tua guida. Offriamo molti pacchetti di caccia all-inclusive che ti regaleranno l’esperienza di una vita”.

Il sito offriva due pacchetti: caccia grossa e caccia ai predatori. Nella prima si annoverano cervi di diverse specie, nella seconda si possono uccidere cinghiali, puma, gatti selvatici e coyote. La caccia al bisonte era il grande premio e la massima attrazione del luogo, ma occorrevano 7mila dollari.

Dopo lo scandalo, il Ministero ha annunciato di essere al lavoro per

“per chiarire i fatti e, se si accerta che ci fosse sfruttamento illegale della specie, punire i responsabili ”.

Fonti di riferimento: El Sol de Mexico, Semarnat

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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