Addio Bull, morto un altro dei cani che avevano trovato ‘rifugio’ nell’Ikea di Catania

Bull Ikea

È morto Bull, uno dei cani randagi raccolti dall’Ikea di Catania. La sua storia, e quella degli altri amici a quattro zampe, aveva fatto il giro del web e delle testate internazionali. Tutto merito del punto vendita del marchio svedese che li avrebbe “adottati” in gran massa in seguito al terribile maltempo dei mesi scorsi. Una storia vera a metà, perché ora c’è chi chiede per Bull e per gli altri cani il giusto rispetto.

Fu a novembre, secondo quanto si è appreso dalle notizie degli scorsi mesi, che i dirigenti del negozio catanese avrebbero consentito ai cani vagabondi della città di dormire tra i mobili in esposizione. In questo modo sono diventati pian piano delle vere e proprie mascotte.

Tutti i cani, in realtà, sono in attesa di un’adozione definitiva, ma Bull – 11 anni di cagnolone ormai affetto da artrosi – non ce l’ha fatta, dopo la scomparsa del suo amico peloso, Zorro.

Questa settimana è deceduto tra le braccia dei veterinari che lo avevano accudito negli ultimi giorni.

Già, i veterinari e i volontari. Sono loro che rivendicano ora la giusta narrazione dei fatti.

Ikea non ha mai adottato nessun cane e non si è mai preso cura di loro in nessun modo… i cani di sera dormivano fuorisbotta in un post su Facebook Mimma Licciardello, una delle volontarie che hanno preso in cura Bull fino all’ultimo secondo. Per l’Ikea sono stati solo un’ottima pubblicità”.

Quei cani randagi, insomma, davvero sono stati “usati” come veicolo per autocelebrarsi? Ce n’era davvero bisogno da parte di un colosso come Ikea che, in ogni caso, non si è mai risparmiata in campagne solidali?

Se così davvero stanno le cose, grazie di cuore a tutte le persone che si sono fatte e si fanno in quattro per prendersi in carico la salute dei piccoli randagi. E, cara Mimma, se può servire condividiamo qui il tuo grido di dolore:

Germana Carillo

Yves Rocher

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Coop

Arrivano nel reparto ortofrutta i meloni senza glifosato

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