Come la Brexit sta mettendo i pericolo i ricci (e la fauna selvatica) della Gran Bretagna

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La Brexit non avrà ripercussioni solo sui cittadini inglesi, ma potrebbe averne anche sulla fauna e, in particolare, sui ricci.

I ricci britannici rischiano infatti di risentire dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea perché le siepi potrebbero essere escluse dalle protezioni di cui hanno goduto fino a pochi giorni fa.

La normativa europea prevede che le siepi non possano essere potate durante la stagione della nidificazione degli uccelli e che determinate aree siano risparmiate dalle operazioni di aratura e dall’irrorazione di pesticidi.

Queste norme consentono di tutelare un habitat naturale di uccelli e mammiferi selvatici che si rifugiano appunto nelle siepi.

“Le siepi possono essere solo dei divisori tra le colture per noi, ma sono spesso mondi nascosti, brulicanti della straordinaria fauna selvatica che chiama la nostra terra coltivabile”, ha dichiarato Tom Lancaster della Royal Society for the Protection of Birds.

Il nuovo disegno di legge sull’agricoltura in discussione alla Camera dei Comuni inglese, non dovendo più sottostare alle leggi europee, non ha previsto le medesime tutele per le siepi e questo potrebbe presto portare a un’ulteriore riduzione dell’habitat per i ricci, già diminuito del 97% dagli anni 50 a oggi.

Sebbene la nuova proposta di legge preveda sussidi per gli agricoltori che si impegnano a preservare gli habitat, non include regole sulla potatura delle siepi o limiti sull’uso dei pesticidi.

“Il disegno di legge sull’agricoltura include nuovi poteri fondamentali per pagare gli agricoltori per ripristinare la natura, ma tace sulle regole e sui regolamenti per l’agricoltura in futuro. Con il cambiamento che la Brexit porterà, questo presenta rischi reali per i nostri terreni e siepi e la natura che dipende da loro ”, ha affermato Lancaster.

Tagliare le siepi durante la nidificazione potrebbe avere effetti disastrosi per la fauna selvatica. I ricci sarebbero tra le specie più colpite, ma a risentirne sarebbero anche ghiri, topi, numerosi volatili tra cui tortore e zigolo giallo, senza dimenticare gli insetti impollinatori.

Proprio durante la stagione di nidificazione, che va da febbraio ad agosto, le siepi producono fiori fondamentali per gli insetti. Se le siepi potranno essere tagliate in primavera e all’inizio dell’estate, si perderebbero tantissimi fiori e, di conseguenza, api, bombi e altri insetti si troverebbero in seria difficoltà.

Il Dipartimento dell’ambiente, dell’alimentazione e degli affari rurali ha assicurato che gli standard ambientali non saranno ridotti e che il Paese continuerà a lavorare per migliorare l’agricoltura e l’ambiente, ma gli ambientalisti sono preoccupati per le lacune presenti nel nuovo disegno di legge.

“A meno che il Governo non inizi a colmare le lacune lasciate lasciando la regolamentazione dell’UE, i nostri terreni, siepi e la fauna selvatica che dipendono da loro sono a rischio.
Abbiamo bisogno di una ferma ma equa applicazione e consulenza per garantire che il cibo venga prodotto secondo elevati standard ambientali in tutto il paese”, ha dichiarato Debbie Tripley, del WWF.

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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