Il volo verso la libertà di oltre mille uccelli salvati dai bracconieri

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Un imponente traffico di uccelli protetti è stato sgominato dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria. Migliaia di uccelli, tra cui Cardellini, Fringuelli, Verzellini, Lucherini, Verdoni, erano stati illegalmente per essere poi venduti illegalmente.

Un giro d’affari tra l’Italia e Malta, connesso al traffico illecito di avifauna. Secondo quanto è emerso nel corso delle indagini della Guardia di Finanza, gli uccelli erano destinati al mercato di Malta. Grazie alla condanna da parte dell’Unione Europea nel 2018, di recente il Governo maltese hareso tale pratica illegale ma purtroppo questa pratica è difficile da estirpare e sia la detenzione che la vendita di uccelli illegale è ancora molto diffusa.

Migliaia di piccoli uccelli erano stati condannati, alcuni fin dalla nascita, a vivere in gabbie anguste fino alla morte che, spesso, per lo stress conseguente alla cattura, non è tardata ad arrivare.  Molti animali infatti sono stati trovati già morti al momento del sequestro, altri sono morti nelle ore seguenti, alcuni hanno subito delle lesioni alle ali nel tentativo di fuggire.

Ma per fortuna molti oggi gli sono liberi. La liberazione è avvenuta alla presenza di una volontaria del Centro Recupero Fauna Selvatica “Stretto di Messina”, gestito dall’Associazione Mediterranea per la Natura e al personale della locale ASL che hanno verificato la presenza di animali feriti, da sottoporre alle cure, affidati al Centro Recupero.

Secondo quanto spiega il WWF, Albert Satariano, maltese, ex mercante di diamanti, è stato intercettato agli imbarcaderi di Villa San Giovanni, in Calabria. Durante la perquisizione del furgone, la Guardia di Finanza ha scoperto cassette di plastica nascoste dietro le pareti interne.

Ecco il filmato della liberazione:

Servono multe più severe

“Un mercato illecito che danneggia gravemente la biodiversità, impoverisce le popolazioni di specie protette e incrementa traffici internazionali milionari che spesso sono gestiti da organizzazioni criminali strutturate che agiscono con modalità imprenditoriali – ha detto Dante Caserta, Vice Presidente del WWF Italia – Nonostante la pratica della uccellagione sia vietata ormai da decenni e queste specie siano tutelate sia dalla legge italiana, sia dalle norme europee e internazionali, le sanzioni attualmente previste rendono inefficace ogni azione repressiva, in quanto troppo esigue rispetto al danno arrecato ma anche al giro d’affari che si nasconde dietro questi traffici. Tale situazione favorisce la reiterazione del reato da parte di soggetti che sono consapevoli dei limitati rischi a cui vanno incontro e svilisce la preziosa attività investigativa e operativa condotta dalle Autorità pubbliche e dai volontari delle Associazioni di protezione ambientale”.

Purtroppo, la posizione geografica dell’Italia la rende vero e proprio crocevia dei traffici illeciti a danno degli animali selvatici. Secondo il WWF, Malta e l’area dello Stretto di Messina sono rotte migratorie di importanza internazionale, oltre che aree di svernamento per moltissime specie e offrono purtroppo a questi criminali la possibilità di appropriarsi facilmente di numerosi esemplari di fauna protetta.

Un motivo in più per tutelarli, non solo con controlli serrati ma anche con multe più severe.

Fonti di riferimento: WWF

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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