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Benessere animale, come sono messi i marchi italiani? Barilla unica promossa

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È stato pubblicato oggi il report del benchmark globale sul benessere degli animali d’allevamento BBFAW 2020, uno strumento che consente di valutare come stanno lavorando i leader dell’industria alimentare a livello globale in tema di benessere animale.

Il benchmark del Ciwf, la maggiore organizzazione internazionale per il benessere degli animali da allevamento, analizza come le aziende alimentari gestiscono e comunicano i propri impegni in tema di benessere animale. All’interno del report, giunto alla sua nona edizione, vi sono 150 tra le più grandi aziende alimentari del mondo e, attraverso 37 criteri distinti e oggettivi, queste vengono posizionate in una classifica che si compone di 6 livelli.

Nel livello 1 si trovano le aziende più virtuose che mostrano politiche, pratiche e performance eccellenti in fatto di benessere animale, mano mano si scende fino ad arrivare al livello 6 dove troviamo le aziende che non hanno ancora integrato questo tema, per noi fondamentale, nelle proprie strategie.

In sintesi, il report 2020 sul benessere animale BBFAW mostra che, in generale, si continua a fare qualche passo avanti, investendo nel benessere animale nonostante il periodo critico. Rispetto all’anno scorso, infatti, 23 aziende (15%) sono salite di almeno un livello e il punteggio medio complessivo è aumentato circa dell’1% nella valutazione 2020.

La situazione in Italia

Per quanto riguarda le aziende italiane, però, queste sono ancora prevalentemente posizionate nei livelli medi, dunque con un punteggio di 4. Ma c’è un’eccezione: si tratta della Barilla che in questo nuovo report è salita al livello 2.

Le aziende del nostro paese presenti nel benchmark 2020 sono solo 8 e, come già preannunciato, Barilla è quella che si posiziona più in alto, confermando di essere l’azienda italiana che più si sta impegnando per migliorare il benessere animale (almeno di quelle presenti nel rapporto).

Come segnala Ciwf:

“Dalla prima edizione del benchmark, Barilla è progressivamente migliorata nella valutazione, arrivando a eliminare le gabbie per le galline ovaiole dalle proprie filiere globali nel 2019 e impegnandosi a lavorare anche sul tema dei sistemi combinati per le galline ovaiole, strutture ibride che limitano fortemente la libertà di movimento degli animali. Oltre agli importanti miglioramenti sulle altre filiere, come l’eliminazione progressiva del taglio della coda nei suini, la salita dal terzo al secondo livello nel benchmark di quest’anno è stata possibile grazie a una comunicazione più strutturata e dettagliata in tema di governance aziendale e di disponibilità di arricchimenti ambientali”.

Le altre aziende italiane presenti nel report non hanno registrato miglioramenti significativi. Si tratta di Camst, Gruppo Cremonini, Ferrero, Gruppo Veronesi e Coop Italia che si trovano a livello 4 del benchmark, ovvero tra le aziende che stanno facendo progressi o sono in fase di implementazione dei propri standard di benessere animale.

Ci sono poi Conad e Autogrill, che però non avendo ancora pubblicato una policy generale in tema di benessere animale, rimangono al livello più basso, il 6. 

Vi starete chiedendo quali aziende si trovano al livello 1 e dunque sono le più virtuose.

Nel BBFAW 2020 ai vertici della classifica sul benessere animale si trovano  esclusivamente aziende inglesi: Cranswick, Marks & Spencer, Noble Foods e Waitrose.

bbfaw 2020 lista livello aziende benessere animale

@Bbfaw

Fonte: CIWF / BBFAW

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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