Glasha, il beluga obeso (a causa del troppo cibo) che rischia di morire in un parco acquatico russo

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Avete mai visto un beluga obeso da riuscire a muoversi a malapena? A noi non era mai capitato e in effetti non è una cosa che avviene di frequente in natura. Ma, purtroppo, è ciò che successo a Glasha, un meraviglioso beluga che “vive” (o meglio è costretto a sopravvivere) in una vasca del parco acquatico di Soči, in Russia, città tristemente nota per gli esemplari marini in cattività. Negli ultimi mesi il peso del povero cetaceo è quasi raddoppiato e la sua foto ha messo in allerta anche la nota biologa marina Naomi Rose, che è intervenuta sulla vicenda per denunciare ciò che accade in queste strutture in cui gli animali non vengono soltanto sfruttati a scopi di lucro, ma anche esposti a gravi rischi per la salute. 

“L’immagine di Glasha mi ha scioccata. È grottescamente obeso e questa fotografia non è stata modificata, rappresenta il suo reale aspetto” – commenta la biologa marina sulla pagina Facebook From The Dolphin’s Point of View – “Mi è stata inviata questa foto da qualcuno che mi ha chiesto come fosse diventato così. E la mia risposta è stata semplice: gli stanno dando troppo cibo. Ma c’è molto di più. Perché è troppo nutrita? La spiegazione più probabile, sottolinea la biologa, è che, anche se non ho le prove, quella struttura possa avere una specie di programma di alimentazione pubblica che prevede, pagando un extra, la possibilità di nutrire le balene da parte dei visitatori generando un incremento finanziario”.

Per Glasha l’obesità potrebbe rivelarsi fatale, ma questo sembra non importare affatto ai gestori e ai veterinari del parco acquatico russo. Come spiega l’esperta, “i beluga accumulano naturalmente più grasso dei delfini per via del gelido habitat dove vivono in natura. Se poi si considera che le piccole vasche dove sono detenuti, ne limitano fortemente nuoto e movimenti, il gioco è fatto”.

Non è la prima volta che dalla Russia arrivano segnalazioni di casi di maltrattamento di animali (perché di maltrattamento si tratta!).

“Le strutture che ho visitato in Russia hanno tutte condizioni piuttosto scarse” – aggiunge Naomi Rose – “Sono  troppo piccole e non adatte. E la questione relativa all’alimentazione rappresenta un nuovo problema. Non so davvero cos’altro dire a riguardo, eccetto che, nonostante tutto ciò che io abbia visto, imparato e sperimentato, continuo a restare scioccata per ciò viene fatto a questi fantastici mammiferi”.  

E, vedendo la foto del povero Gasha sofferente e goffo, e rinchiuso in una minuscola vasca, anche noi siamo rimasti senza parole…

Fonte: From The Dolphin’s Point of View

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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