Basta mucche con l’oblò: il terribile video che sta facendo indignare la Francia (e non solo)

L’associazione francese L214 per la protezione degli animali ha pubblicato un terribile video girato in un allevamento sperimentale. Le mucche presentano un foro, una specie di oblò che arriva a uno dei loro stomaci parte del loro stomaco.
Si tratta di mucche fistulate e l’operazione serve per studiare la loro digestione.

Mucche fistulate per studiarne la digestione

Nel video pubblicato dall’associazione animalista francese, si vedono delle mucche con una sorta di oblò su un lato del corpo.

L’impressionante video è stato girato nell’allevamento sperimentale di Sourches, in Francia, il più grande centro di sperimentazione zootecnica privata in Europa.

Quelle che si vedono nel filmato sono le immagini forti di mucche fistulate: mucche a cui viene praticato un foro con un’operazione chirurgica, allo scopo di studiarne i processi digestivi. La digestione dei bovini è infatti particolarmente complicata, a causa della presenza di ben quattro stomaci.

Non si tratta di un’operazione nuova e non è una bufala: la fistulazione è infatti praticata da più di 150 anni e viene utilizzata dal 1854 per vedere ciò che accade nell’apparato digestivo dei bovini.

Attraverso l’oblò, i ricercatori possono valutare le trasformazioni che avvengono durante la digestione, calcolare la velocità con cui il cibo è digerito e scegliere il foraggio migliore per aumentare la produttività delle mucche.

La fistulazione non è quindi comune negli allevamenti intensivi, ma viene praticata negli istituti di ricerca. Attualmente la fistulazione viene effettuata negli Stati Uniti, in Germania e in Francia.

Il foro praticato ha un diametro di 15-20 centimetri per consentire l’ingresso delle braccia dei ricercatori al rumine dei bovini.
Nel filmato si vedono infatti operatori in camice introdurre le braccia e strumenti nello stomaco delle mucche.

Di seguito, il video pubblicato dall’associazione. ATTENZIONE: immagini forti!

Le mucche fistulate soffrono?

Alcuni sostengono che il controllo della digestione dei bovini serva a studiare il tipo di alimentazione più adatto da somministrare agli animali, così da garantire loro una vita più lunga.

Chiaramente lo scopo è quello di massimizzare la produzione, come se gli animali fossero macchine a nostra disposizione.
Chi difende questa pratica è convinto che il foro non causi sofferenza alla mucca, ma l’associazione L214 scrive nel suo rapporto che:

“Durante il periodo di sperimentazione, è possibile aprire e chiudere l’oblò sei volte nell’arco di 48 ore per prelevare campioni. L’operazione per praticare il foro è invasiva, genera dolore postoperatorio e richiede la somministrazione di antibiotici per due settimane”

L’associazione denuncia anche le condizioni di vita di queste mucche: nell’edificio non sono presenti finestre laterali, il pavimento è in cemento, sporco, scivoloso, coperto di escrementi e privo di paglia.

Avril, gruppo agroalimentare a capo dell’allevamento sperimentale in cui sono state girate le immagini, si difende minimizzando il dolore causato agli animali e accusa l’associazione di aver montato le immagini per scopi sensazionalistici. L’azienda assicura un controllo veterinario estremamente rigoroso e difende la fistulazione come unica soluzione attualmente disponibile per studiare la digestione dei bovini.

Il gruppo Avril ha inoltre dichiarato che:

“Queste analisi sono essenziale per molti progressi nell’allevamento, migliorano la salute dell’apparato digerente di milioni di animali, riducono l’uso di antibiotici negli allevamenti e permettono di ridurre le emissioni di nitrati e metano legati all’allevamento dei bovini”.

Avril assicura il proprio impegno per adottare alternative a queste pratiche per poter sostituire i test entro il 2025 con metodi meno cruenti.

Le alternative alla fistulazione

Sebbene il gruppo Avril sostenga che la fistulazione sia l’unico modo per studiare il complicato sistema digestivo dei ruminanti, le alternative a questa pratica esistono già.

Per rimanere in Francia, negli ultimi anni l’INRA (Institut national de la recherche agronomique) ha deciso di adottare altri metodi, tra cui l’uso di un rumine artificiale con contenitori che rappresentano i diversi compartimenti del tubo digerente dei bovini.
In questo modo viene riprodotto ciò che succede negli stomaci degli animali e si riduce il numero di animali vivi, usati solo per fini di controllo.

Un altro metodo sembra quello di far ingerire all’animale dei sensori che, una volta giunti nell’apparato digerente, trasmetta dati sui processi digestivi.

Ricordiamo in ogni caso che questi esperimenti effettuati sui bovini servono per poter ricavare dati utili agli allevamenti e che sarebbe sufficiente adottare uno stile di vita vegano per non vedere più soffrire gli animali.

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Tatiana Maselli

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