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I bambini che hanno tagliato le orecchie a un cane randagio ci mostrano tutto il fallimento della nostra società

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Due bambini, di circa 10 anni, hanno tagliato le orecchie a un cucciolo di cane randagio, poi ribattezzato con il nome Leone. È accaduto un paio di giorni fa ad Acate, in provincia di Ragusa. La notizia ha suscitato indignazione tra gli animalisti. In particolare l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) ha annunciato che procederà con una denuncia nei confronti dei genitori dei due bambini. Purtroppo, però, non si tratta di un caso isolato di violenza gratuita sugli animali. Sono sempre più numerosi gli episodi di maltrattamento animale che vedono protagonisti giovanissimi aguzzini. E questi comportamenti attuati da bambini sin dai primissimi anni di vita possono derivare da disagi sociali e problemi familiari. 

Il brutale episodio di violenza avvenuto a Ragusa

Il fatto di cui abbiamo accennato si è verificato ad Acate, un paese del Ragusano. Qui la scorsa settimana due bambini, di 9 e 10 anni, hanno tagliato le orecchie a un cane, parte di una cucciolata di randagi. A segnalare il brutale episodio di violenza alle forze dell’ordine un ragazzo che ha assistito alla scena. Dopo poco, sono arrivati sul posto i Carabinieri e la Polizia municipale. I due bambini sono stati identificati, mentre il cucciolo è stato portato immediatamente dal veterinario per le cure del caso. 

Dopo aver appreso la notizia, l’Enpa è subito intervenuta chiedendo giustizia per il povero Leone.  “Denunceremo i genitori dei bambini. Non possiamo lasciare che simili atrocità restino impunite. – ha dichiarato Carla Rocchi, Presidente nazionale dell’Enpa – Il cucciolo è stato maltrattato e colpito in modo barbaro ed efferato. Aveva il corpicino ricoperto di sangue. Innumerevoli studi confermano che violenze così efferate sono sintomo di pericolosità sociale ed è nostro dovere non voltarci dall’altra parte quando succedono fatti così gravi, ancor di più se coinvolgono bambini così piccoli. In un anno sono già tre i casi di violenza contro gli animali che hanno avuto come protagonisti i bambini. Ovviamente la responsabilità è dei genitori. Arriveremo fino in fondo a questa orribile storia! Vogliamo giustizia per Leone che è sopravvissuto con coraggio a queste barbarie”.

Anche la sezione dell’OIPA di Ragusa ha preso posizione, condannando duramente il comportamento dei due bambini:

Perché sempre più bambini e adolescenti maltrattano gli animali?

Quello avvenuto in provincia di Ragusa è soltanto l’ennesimo gesto di violenza gratuita sugli animali. A macchiarsi di questi crimini sono sempre più spesso bambini e adolescenti, come dimostrato dagli ultimi casi di cronaca. Secondo un’indagine condotta qualche anno fa dall’associazione LAV nelle scuole medie italiane, il 43,3% dei preadolescenti italiani ha assistito a un maltrattamento di animale, mentre il 14,4% l’ha commesso. Ma perché accade? Cosa spinge soggetti così giovani ad agire con tale ferocia?

Tale atteggiamento può scaturire da disagi sociali e malesseri a livello familiare. Può capitare che, in preda alla rabbia, alcuni bimbi diventino crudeli con gli animali più indifesi come le lucertole e le formiche.  a una serie di studi internazionali su questo fenomeno è emerso che gli episodi di violenza su animali sono più diffusi nelle famiglie in cui vi sono problemi sociali o in cui si sono verificati abusi su minori o violenza domestica. Chi ha assistito in prima persona queste scene è spinto maggiormente a far del mare agli animali. Inoltre, la crudeltà verso gli animali rientra tra i sintomi del “disturbo del comportamento”. A manifestare atteggiamenti violenti nei confronti delle specie animali sono principalmente i bambini e gli adolescenti di sesso maschile. 

Come prevenire la violenza sugli animali?

Per evitare che si verifichino episodi di crudeltà nei confronti degli animali, è fondamentale quindi partire dall’educazione in famiglia. Come? Ecco qualche consiglio:

  • Insegnare ai bambini fin da piccolissimi il rispetto verso la natura e in particolare verso gli animali, facendo notare loro la bellezza della diversità che caratterizza le varie specie
  • Mostrare indignazione quando si parla o si assiste ad atti di violenza sugli animali (compiuti da altri individui) oltre che sulle persone, spiegando ai più piccoli che si tratta di un comportamento sbagliato dal punto di vista etico e legale
  • Spronare i bimbi fin da piccoli a conoscere meglio gli animali, ad apprezzarli e a prendersene cura (ad esempio adottando un animale domestico)
  • Stimolare i più piccoli con hobby interessanti e piacevoli (spesso la noia può giocare brutti scherzi) 
  • Possono essere utili anche le schede didattiche pensate dalla Lav per le scuole, dalle primarie alle secondarie di secondo grado, che gli insegnanti potranno utilizzare per lavorare con alunni e studenti e capire questa tematica, clicca qui 

Fonte: ENPA/OIPA/LAV

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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