“Baby boom” di elefantini in Kenya grazie alla pandemia: 140 nuove nascite dall’arrivo del Covid-19

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Tantissime piogge e, soprattutto, un’assenza pressoché insolita di turisti dovuta alle misure anti-Covid. Così in Kenya la vegetazione si è sviluppata abbondantemente e non solo: ben 140 elefantini sono venuti alla luce.

Un vero e proprio record sottolineato in occasione del World elephant day 2020 dalla dottoressa Winnie Kiiru, biologa della Elephant Protection Initiative Foundation fortemente impegnata nella lotta al commercio illegale di avorio.

Siamo nel Parco nazionale di Amboseli (circa 40mila ettari): qui sono nati ben 140 cuccioli di elefante africano (Loxodonta africana) hanno dato nuova speranza. È infatti una specie considerata vulnerabile e inserita nella Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), a causa del bracconaggio che ne ha letteralmente decimato la popolazione.

Come spiega la BBC, Winnie Kiiru ha associato il nuovo record di nascite alle misure di contenimento dettate dal coronavirus, che hanno determinato il crollo totale del turismo. Un bene per gli elefanti, che hanno così potuto portare avanti con successo le gravidanze. La gestazione per i pachidermi dura infatti circa 20 mesi e il più delle volte la presenza dell’uomo rappresenta un significativo fattore di disturbo che riduce il tasso di procreazione.

In più, le abbondanti piogge hanno generato una vegetazione rigogliosa e nutriente.

Gli elefanti sono ovunque, sono felici e hanno spazio”, dice la scienziata, tuttavia preoccupata per la popolazione autoctona. Senza turisti, infatti, tante famiglie keniote non hanno lavoro e sostentamento, pertanto la speranza è quella di trovare al più presto un equilibrio che porti benessere tanto agli animali quanto alle persone.

L’elefante africano è tra le specie più minacciate dai cacciatori di frodo, ma negli ultimi tempi questo fenomeno è stato fortemente contenuto proprio in Kenya. Nel 1989 si contavano solo 16mila elefanti, oggi ce ne sono circa 34mila. Nel 2020 “soltanto” 7 pachidermi sono stati uccisi dai bracconieri del Paese, contro i 34 del 2019 e gli 80 del 2018.

Fonte: BBC / EPI

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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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