Venduti all’asta centinaia di viaggi per cacciare e uccidere elefanti e giraffe in via di estinzione come trofei

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Una convention online ha ospitato un’enorme asta di vendita di viaggi per cacciare specie in via di estinzione e in via di estinzione

Alla conferenza annuale del Dallas Safari Club, il più grande evento degli Stati Uniti dedicato alla cosiddetta caccia di trofei, sono state vendute e messe all’asta centinaia di “vacanze” all’insegna della crudeltà, che prevedono battute di caccia di rinoceronti, giraffe, leopardi, ippopotami e altri animali in via d’estinzione. E questa barbarie non è affatto una novità in America, visto che va avanti da decenni.

Ma l’elemento più assurdo della vicenda è che l’uccisione degli animali viene giustificata dalla ” missione legata alla conservazione della fauna selvatica”, come si legge sul sito dell’organizzazione.

A causa della pandemia, quest’anno l’evento si è svelto virtualmente dal 10 al 14 febbraio. A parteciparvi oltre 800 persone, assetate di sangue e pronte ad uccidere centinaia di animali indifesi come se fossero trofei da vincere.

Oltre 300 fornitori hanno offerto pacchetti di caccia di almeno 319 specie in 70 Paesi del mondo. Molto popolare tra i cacciatori di trofei è l’uccisione dei “Big Five africani” (elefanti, rinoceronti, leoni, leopardi e bufali del Capo). Un altro pacchetto molto venduto è quello che prende il nome di “Tiny Ten”, che consiste nella caccia di piccole antilopi africane. Nel corso della conferenza è stata messa all’asta, per 18.300 sterline, anche la caccia di un rinoceronte nero, specie considerata in grave pericolo di estinzione.

Ma non solo. Alla convention del Dallas Safari Club vengono venduti anche numerosi oggetti, tra cui gioielli e tappeti, realizzati con la pelle degli animali uccisi durante le battute di caccia. È possibile acquistare praticamente di tutto: orecchini in pelle di elefante, al prezzo di 50 sterline, abbigliamento in pelliccia di castoro, collane realizzate con pelle di ippopotamo per 36 sterline e poltrone fatte con pelle di zebra. Ma la lista è davvero lunga e inquietante.

Persino per San Valentino sulla pagina Facebook del Dallas Safari Club si invitano gli utenti a comprare regali al retrogusto di sangue e violenza:

Si stima che grazie all’asta il Dallas Safari Club abbia intascato oltre 2,5 milioni di sterline. E a farne le spese sono centinaia di animali vulnerabili, già in pericolo per via di altre minacce come i cambiamenti climatici e la perdita dell’habitat.

Neanche una pandemia globale ferma questa barbarie

Eduardo Goncalves, che sta portando avanti una campagna contro la caccia ai trofei e l’importazione di articoli provenienti dai safari nel Regno Unito, ha definito il Dallas Safari Club “lo spettacolo più malato della Terra”.

Anche la Humane Society International, impegnata nella tutela degli animali, si batte da tempo per fermare questa barbarie che va avanti da decenni in diversi Paesi del mondo, dal Messico all’Alaska.

“La scienza ha dimostrato che la caccia ai trofei ha causato il declino delle popolazioni di animali selvatici, compresi quella di leoni, leopardi ed elefanti africani” fa notare Jeffrey Flocken, presidente della Humane Society International. “Non è conservazione. È tempo che i cacciatori di trofei smettano di nascondersi dietro questa assurda affermazione e ammettano che la caccia ai trofei non è altro che uccisione per divertimento “.

E neanche il Covid-19 è riuscito a fermare questa crudeltà insensata, come evidenzia il presidente e CEO della Humane Society degli Stati Uniti:

Una pandemia non sta rallentando la vile industria della caccia ai trofei e le convenzioni spudorate che celebrano il violento e inutile massacro di animali selvatici. Mentre milioni di persone lottano per sopravvivere alla pandemia, i cacciatori di trofei spendono milioni di dollari in tristi viaggi in giro per il mondo per sparare ad animali amati e iconici per vantarsi e raccogliere teste da appendere al muro “.

È davvero angosciante pensare che, mentre tantissime associazioni e volontari sono impegnati in una corsa contro il tempo per salvare specie in via d’estinzione, i cacciatori di trofei possono agire ed uccidere centinaia di animali indisturbati come se si trattasse di un videogioco.

Fonte: Dallas Safari Club/Humane Society/Facebook

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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