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Zoomarine, folla di adulti e bambini senza distanza e senza mascherine per guardare i poveri delfini

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Tutti ammassati, uno accanto all’altro, sugli spalti per ammirare lo spettacolo dei delfini. Mascherine? Nessuno le indossava. Una foto sta destando indignazione ma anche preoccupazione ed è stata scattata presso lo Zoomarine, a Pomezia, il 17 agosto scorso.

L’immagine mostra tantissime persone accalcate che hanno pensato di trascorrere la giornata ad ammirare i delfini “ospiti”, si fa per dire di Zoomarine. A denunciare l’accaduto in particolare è stata l’assocazione Earth che ha pubblicato una serie di foto su Facebook.

Secondo l’associazione, nonostante le restrizioni sul distanziamento e sull’uso delle mascherine, purtroppo genitori e bambini si sono ritrovati ammassati, in barba al distanziamento sociale obbligatorio anche all’aperto e al covid:

“Sono pervenute ad EARTH molteplici segnalazioni circa la situazione senza controllo che si è venuta a creare durante gli spettacoli di Zoomarine durante i quali gli spettatori sono seduti vicinissimi l’uno all’altro e senza mascherina in barba ad ogni precauzione e ai DPCM emanati dal Governo. EARTH si è immediatamente attivata segnalando tale situazione via pec alla polizia locale di Pomezia e chiedendo controlli” si legge nel post dell’associazione.

Dal canto suo, la direzione di Zoomarine ha fatto sapere che “i protocolli della sicurezza nel parco sono stati approvati dalle autorità sanitarie”

Ma di fatto, come mostrano le immagini, gli spettatori erano vicini e senza mascherine.

“Non amiamo gli spettacoli di Zoomarine che prevedono l’utilizzo di delfini e pinguini” spiega Valentina Coppola, presidente di EARTH “ma finchè si muovono a norma di leggi ( che vanno sicuramente cambiate) non abbiamo nulla da ridire, ora le foto ricevute ci confermano nella nostra convinzione che chi non rispetta la salute è indifferente sia a quella umana che a quella animale”.

Uno spettacolo doppiamente indegno, perché molti studi scientifici dimostrano che nei delfinari questi cetacei si ammalano di più, diventano aggressivi, hanno problemi digestivi, di immunodepressione e sono depressi al punto che vengono somministrati loro dei farmaci. Come mostrano le foto recenti, ancora troppe persone finanziano questa sofferenza assistendo agli “spettacoli” di delfinari e parchi acquatici.

Immagini che destano preoccupazione anche alla luce del fatto che il numero di contagi nel Lazio è in aumento. Chiudere le discoteche, ok, ma perché lasciare aperti i delfinari senza alcun controllo?

Fonti di riferimento: Associazione Earth

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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