Che fine hanno fatto le api sopravvissute all’incendio di Notre Dame?

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A dieci mesi dal devastante incendio di Notre Dame, le tre colonie di api che vivono sul tetto della cattedrale stanno bene, prosperano e sono pronte a produrre miele anche quest’anno.

L’apicoltore che si occupa di questi alveari urbani, Sibyle Moulin, è riuscito a visitare le api, constatando di persona la buona salute dei 30-45mila impollinatori.

Ad aprile dello scorso anno, le tre colonie di api mellifere che risiedono dal 2013 sul tetto di Notre Dame sono miracolosamente sopravvissute alle fiamme.

All’epoca si era molto temuto per le migliaia di api di Notre Dame che, sebbene non raggiunte direttamente dalle fiamme, hanno dovuto fare i conti con temperature di circa 800°C e fumi tossici.

Nei giorni successivi al terribile incendio, le immagini riprese dai droni hanno mostrato che gli alveari erano intatti e al loro posto e che le api erano fortunatamente vive.

Gli insetti non hanno infatti abbandonato la regina, ma si sono rimpinzati di miele e sono rimasti insieme per proteggere le loro colonie.

“Abbiamo esaminato le immagini satellitari e abbiamo visto che gli alveari erano intatti e non erano stati rovesciati e non c’erano pozzanghere di cera sotto di loro. La cera si scioglie intorno ai 70 ° C, ma non erano stati influenzati dal calore.
Non eravamo preoccupati per il fumo, perché lo usiamo per sedarli, così sapevamo che sarebbero semplicemente andati a dormire intorno alla regina”, ricorda Moulin.

“Poi ci hanno inviato alcuni film di alcune persone che lavoravano per proteggere la cattedrale e abbiamo potuto vedere le api entrare e uscire dagli alveari. Abbiamo studiato il loro comportamento e visto che trasportavano palle di polline sui piedi, il che significava che stavano accumulando scorte di proteine per nutrire i giovani. Il fatto che ci fossero delle piccole api, significava che le regine stavano bene”, continua Moulin.

Sebbene fosse un’ottima notizia, non era possibile avere certezza della buona salute delle colonie senza visitarle di persona.
Ma poiché la struttura è stata gravemente danneggiata e ancora instabile e dato che il rischio di esposizione al piombo è elevato, l’accesso al sito è limitato.

Moulin ha dovuto seguire un corso di salute e sicurezza per poter riprendere le visite alle sue api e, quando le ha riviste lo scorso luglio, ha potuto verificare personalmente che gli impollinatori stanno benissimo.

La scorsa estate Moulin, che si occupa di 350 alveari dei circa 700 sparsi sui tetti della città, ha raccolto 66 kg di miele da quelli di Notre Dame, che sono stati analizzati escludendo la contaminazione da piombo.

Le api, che inizialmente si pensava di rimuovere dal tetto, rimarranno invece a Notre Dame e anche quest’anno produrranno il loro miele.

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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