Api italiane in ginocchio, stremate da freddo. Come aiutarle

Le api sono in grave difficoltà nel nostro paese e la colpa è anche dei cambiamenti climatici. È l’allarme lanciato da Coldiretti oggi in occasione della Giornata mondiale delle api, secondo cui anche la produzione di miele è praticamente azzerata.

L’altalena climatica degli ultimi mesi non è stata per niente salutare per le api. La siccità di marzo, unita alla pioggia, al freddo e agli sbalzi termici di aprile e maggio, non hanno permesso agli insetti impollinatori di trovare il nettare sufficiente da portare nell’alveare.

Il maltempo ha inoltre ritardato, se non compromesso molte fioriture. E senza fiori e nettare le api sono state messe in ginocchio. Il poco miele che esse sono riuscite a produrre è stato appena sufficiente a garantire il loro nutrimento.

“La sofferenza delle api – precisa la Coldiretti – è uno degli effetti dei cambiamenti climatici in atto che sconvolgono la natura e si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.

Il problema chiaramente non riguarda solo la produzione del miele. Anche mele, pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, castagne, ciliegie, albicocche, susine, meloni, cocomeri, pomodori, zucchine, soia, girasole dipendono completamente o in parte dalle api per la produzione dei frutti.

Già messe in ginocchio dai pesticidi e ufficialmente dichiarate a rischio estinzione, esse sono fondamentali sia per la salute degli ecosistemi che per la nostra alimentazione.

Importiamo milioni di kg di miele dall’estero

Lo scorso anno la produzione nazionale finale di miele è stata di 22.000 tonnellate. In Italia, secondo Coldiretti, esistono oltre 50 varietà di miele, da quello di acacia al millefiori, da quello di arancia a quello di castagno. Purtroppo gran parte del miele consumato nel nostro paese viene dall’estero. Lo scorso anno ne abbiamo importato la metà da Ungheria (11,3 milioni di chili) e Cina (2,5 di chili).

“Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica” consiglia il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

Come aiutare le api, dagli ecohotel ai fiori da piantare

Al di là della produzione di miele, è fondamentale aiutare le api. Nel nostro piccolo possiamo dare loro una mano ad esempio installando un bee hotel nel nostro giardino. Si tratta di una piccola casetta dove esse possono trovare riparo. È possibile acquistarne uno o realizzarlo da soli con legno e cannucce in carta o ripiani separabili, purché si possano rimuovere i bozzoli per la pulizia. Una volta pronto, l’ecohotel deve essere rivolto preferibilmente a sud o sud/est con fiori in un raggio di 100 m.

ecohotel

Ospitare alcune tipologie di piante e fiori nel nostro giardino può essere d’aiuto per le api. Possiamo creare delle vere e proprie “aree Salva-Api” dove esse possano trovare rifugio e polline per nutrirsi.

Si tratta di fiori “amici delle api” da piantare sia in giardino ma anche in balcone, chiaramente senza usare alcun tipo di pesticidi.

Ecco quali sono le piante e i fiori più apprezzati dalle api: Facelia, Calendula, Veccia, Lupinella, Trifoglio incarnato, Trifoglio alessandrino, Trifoglio resupinato, Erba medica, Coriandolo, Cumino, Finocchio annuale, Pastinaca, Aneto, Borragine, Rosmarino, Timo, Lavanda, Sulla, Girasole, Malva, Tagete, Grano saraceno, Meliloto officinale.

fiori salva api

Infine se troviamo un’ape in difficoltà, possiamo offrirle acqua e zucchero. Mettiamoci al lavoro e cerchiamo di fare il possibile per aiutarle!

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Francesca Mancuso

Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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