Queste api costruiscono incredibili alveari a spirale (e nessuno sa perché) ?

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Api, animali davvero incredibili. Lo sapevamo già ma la Tetragonula carbonaria è ancora più speciale. Un vero e proprio architetto visto che è in grado di costruire alveari a spirale.

Nota anche come “sugarbag”, la tetragonula carbonaria è un’ape senza pungiglione, endemica della costa nord-orientale dell’Australia. L’ape è nota per impollinare specie di orchidee come Dendrobium lichenastrum, D. toressae e D. Speciosum. Rispetto alle altre sue simili, è leggermente più piccola e ha una struttura sociale altamente sviluppata paragonabile alle api mellifere.

Ma la vera particolarità della Tetragonula carbonaria è il modo in cui realizza il suo nido. Si tratta di alveari a spirale a singolo strato completamente diversi da quelli piatti. Hanno un solo ingresso e sono rivestiti da uno strato appiccicoso che aiuta a intrappolare gli agenti patogeni per impedire loro di entrare. Un sistema di difesa ingegnoso visto che queste api non pungono ma mordono e iniettano un acido formico irritante.

Questi suggestivi alveari hanno una forma allungata in senso verticale e con un orientamento regolare in senso orario. Sono costruiti con cera marrone e ospitano uova e larve. Si tratta di costruzioni piatte che salgono gradualmente. In questi alveari complessi, le singole celle devono essere costruite a diverse altezze per mantenere in movimento la struttura.

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L’entomologo ed ex ricercatore del CSIRO, Tim Heard, ha osservato per 30 anni queste api scoprendo che

sono insetti altamente sociali, con una regina e migliaia di lavoratori che vivono insieme in un luogo protetto, che, in natura, è di solito in un albero cavo”.

Una volta pronto l’alveare, la regina depositerà le uova nelle celle, cinque minuti dopo le api operaie torneranno a sigillarle.

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“La cella è quasi completamente piena di cibo e solo allora la regina la accetterà per la deposizione delle uova“, dice Heard.

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Francesca Mancuso

Foto: Tim Heard

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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