Cinque cose da sapere quando incontriamo un animale selvatico

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Durante il lockdown abbiamo visto come la natura sia stata in grado di riconquistare i propri spazi: gli animali hanno spesso approfittato della nostra assenza e, mentre eravamo chiusi nelle nostre case, hanno popolato strade e piazze al posto nostro.

Ora che noi esseri umani stiamo riprendendo possesso delle città e ricominciamo a passeggiare nei boschi è più probabile incontrare un animale selvatico e non è sempre facile capire se ha bisogno del nostro aiuto perché ferito o smarrito o se, al contrario, un nostro intervento potrebbe metterlo in pericolo.

Per evitare errori possiamo seguire i semplici consigli dell’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) che ci aiutano a capire cosa è meglio fare quando incontriamo un animale selvatico.

Il nostro intervento in generale è utile se incontriamo un animale visibilmente ferito o in difficoltà. In questi casi, possiamo aiutare l’animale contattando un centro di recupero della fauna selvatica per avere indicazioni precise, evitando di agire di propria iniziativa.

Gli incontri con volatili in pericolo, ad esempio, sono molto frequenti: se troviamo rondini o rondoni a terra è bene intervenire e raccoglierli. Si tratta infatti di grandi volatori e se si trovano a terra, sono probabilmente in difficoltà. Inoltre, i piccoli non vengono recuperati dai loro genitori quando si allontanano dal nido, dunque l’ENPA consiglia di prestare loro soccorso, altrimenti sarebbero destinati a morire.

La stessa cosa vale se vediamo un pipistrello a terra, probabilmente ferito o troppo giovane per volare. In questo caso, dopo averlo raccolto e sistemato in una scatola con acqua da bere, è bene contattare un centro di recupero della fauna selvatica.

Se invece dovessimo vedere un uccellino che saltella e ha gli occhi aperti, non dobbiamo intervenire, poiché probabilmente poco distante la mamma lo sta osservando e gli sta insegnando come cavarsela da solo.

Cosa fare se incontriamo uno o più cinghiali oppure un capriolo in un bosco o in prato? Nel primo caso, meglio non avvicinarsi e non cercare di scappare correndo. Meglio indietreggiare lentamente senza farsi prendere dal panico, tenendo conto che ha sicuramente più paura lui di noi.

Per quanto riguarda i piccoli di capriolo, in genere si nascondono tra la vegetazione aspettando la madre, dunque non vanno avvicinati, toccati o addirittura presi in braccio, ma bisogna allontanarsi per evitare di spaventare l’animale.

“Gli animali selvatici, siano essi passeri, merli, rapaci, ricci, cinghiali, volpi, sono tutti protetti. Dunque, è vietato detenerli e spesso, seppur animati da buone intenzioni, si commettono danni irreparabili. Cosa fare dunque? Per non sbagliare è importante contattare sempre il Centro recupero Animali Selvatici (Cras) più vicino ma è anche importante sapere alcune nozioni troppo spesso ignorate.”, ricorda ENPA.

Fonte di riferimento: ENPA

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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