Incendi in Amazzonia: in Bolivia sono morti oltre due milioni di animali selvatici

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Dopo i devastanti incendi che hanno colpito la foresta amazzonica durante l’estate, arrivano le prime stime sulle perdite causate dalle fiamme. Secondo i biologi, solo in Bolivia sarebbero morti 2,3 milioni di animali selvatici tra cui formichieri, tapiri, tassi ma anche animali più veloci come puma e giaguari.

“Abbiamo consultato i biologi della Chiquitania e abbiamo superato la stima di 2,3 milioni di animali dispersi in molte aree protette” ha  dichiarato Sandra Quiroga, Professoressa dell’Università di Santa Cruz.

La stima è stata fatta in base al numero di carcasse carbonizzate ritrovate nelle zone colpite dagli incendi che da agosto hanno distrutto oltre quattro milioni di ettari di foresta boliviana che includono i cento ettari della riserva di Tucavaca, a est di Santa Cruz.

Animali morti negli incendi in Bolivia

Nel frattempo i centri di recupero della fauna selvatica sono al lavoro per cercare animali sopravvissuti e prestare loro soccorso, ma ritrovare gli esemplari dispersi è difficile e riuscire a garantire loro cure adeguate richiede risorse economiche e attrezzature carenti nelle strutture adibite al ricovero degli animali feriti.

La perdita di così tanti esemplari in un tempo così limitato è preoccupante perché riduce sensibilmente la biodiversità e questo avrà conseguenze importanti e disastrose sull’ecosistema della foresta.

“La foresta è completamente carbonizzata e il danno è irreversibile. Non si tornerà mai più alla normalità” ha aggiunto la Professoressa Quiroga.

Quest’estate sono stati registrati 34.000 incendi in Bolivia, il 75% rispetto allo scorso anno.
La zona orientale di Santa Cruz è stata quella più colpita e a partire dal mese di agosto 5000 tra vigili del fuoco e militari sono in azione a terra e su elicotteri e aerei antincendio per spegnere le fiamme, ma ad oggi i roghi non risultano ancora completamente estinti.

Il governo boliviano ricalca la posizione di quello brasiliano e attribuisce la diffusione delle fiamme al clima secco e ai venti.
Gli ambientalisti attribuiscono invece la colpa degli incedi alla politica del presidente Evo Morales che, come quella di Bolsonaro, sta incoraggiando la distruzione della foresta per consentire ad agricoltori e allevatori di estendere le proprie attività produttive.

Leggi anche:

Tatiana Maselli

Photo credit: Alerta Geo

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook