Allevamenti di salmone di tutto il mondo messi in ginocchio dai pidocchi di mare

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Gli allevamenti di salmone sono attualmente in crisi a causa di un parassita, il pidocchio di mare che sta compromettendo la produzione con ripercussioni che si sono fatte sentire quest’anno anche sul prezzo di questo pesce all’ingrosso e al consumatore.

È una situazione che ormai va avanti da tempo: i pidocchi di mare stanno colpendo gli allevamenti di salmone in Usa, Canada, Scozia, Norvegia e Cile, ovvero quelli dei principali fornitori al mondo. A creare tanto scompiglio sono dei piccoli parassiti, in realtà crostacei, che si attaccano ai pesci (soprattutto quelli stipati negli allevamenti ma del problema stanno risentendo anche i salmoni liberi), li rendono inadatti al consumo (la pelle si gonfia ed è ricoperta da morsi) e in alcuni casi arrivano anche ad ucciderli.

Questi pidocchi possono raggiungere la dimensione massima di un pisello e depositare migliaia di uova durante la loro breve vita. Gli allevatori di salmone in tutto il mondo considerano questi piccoli esseri la più grande minaccia per il loro settore e il fatto che il problema sia persistente sta rendendo questo pesce il più costoso sul mercato. Un brutto inconveniente per l’industria del salmone che a questo deve aggiungere anche i rischi dovuti ad altre malattie che colpiscono gli animali negli allevamenti.

salmone allevamenti parassita

Inizialmente i pidocchi di mare venivano tenuti a bada grazie ad un pesticida ma intorno al 2009 i parassiti sono evoluti per sopravvivere, sono diventati resistenti alla sostanza chimica utilizzata contro di loro e così si sono diffusi in tutto il mondo.

Attualmente, per arginare il problema, si sono fatti grandi investimenti e adottate soluzioni anche originali: si è cercato di eliminare i pidocchi con il laser, è stato aumentato l’uso di pesticidi, si è pensato di fare ai pesci bagni caldi o con l’aggiunta di perossido di idrogeno e addirittura i salmoni sono stati fatti nuotare all’interno di tubi in grado di rimuovere i pidocchi dalla pelle al loro passaggio.

Al momento, però, nessuna soluzione si è mostrata davvero risolutiva. Questi parassiti sembrano essere particolarmente resistenti e proprio quando gli scienziati ritengono di aver trovato un pesticida o un altro trattamento per eliminarli ecco che i pidocchi si evolvono e riescono ancora una volta a sopravvivere.

Nel frattempo le forniture di salmone stanno diminuendo. A livello mondiale la produzione di salmone è diminuita del 10% solo nell’anno passato e questo ha comportato un aumento dei prezzi all’ingrosso fino al 50%.

È forse arrivato il momento di eliminare questo alimento (per chi non l’avesse già fatto) dalla nostra dieta?

Sullo stesso argomento potrebbe interessarti:

Francesca Biagioli

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Naturale Bio

Tè matcha per restare in forma: come introdurlo nella propria dieta

Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook