Negli USA persino gli allevatori sono scioccati di dover abbattere gli animali direttamente in fattoria (e non sanno più come smaltire le carcasse)

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Dopo la crisi dei mattatoi per il Covid-19, milioni di animali vengono uccisi brutalmente con il gas direttamente negli allevamenti. I produttori statunitensi sono scioccati per aver dovuto abbattere il bestiame, e non sanno più come smaltire le carcasse.

Per colpa della pandemia in tutto il mondo si sta consumando l’ennesimo dramma: animali uccisi con il gas direttamente negli allevamenti dopo che, in parecchi mattatoi, sono scoppiati focolai del nuovo coronavirus. Bovini, maiali, polli, conigli non diventano più carne da tavola, ma vengono comunque macellati con metodi che gli stessi allevatori definiscono brutali. Parliamo di milioni di animali, compresi cuccioli che vengono gasati. ‘Per noi è una grave perdita’, dicono.

Ne avevamo già parlato, molti macelli hanno chiuso perché è impossibile mantenere le distanze e seguire il protocollo di sicurezza da Covid-19. Gli animali di fattorie e allevamenti non sono però salvi: al mattatoio non c’arrivano, ma vengono comunque abbattuti dai loro allevatori per paura che si possano trasformare in veicoli di contagio. Il metodo in cui vengono uccisi è brutale e include la gassificazione.

“Morire in questo modo non è un’esperienza indolore neanche in circostanze normali, figuriamoci in capannoni o rimorchi di fortuna”, ha dichiarato il presidente di Mercy for Animals, Leah Garcés.

La pratica è macabra: gli animali uccisi con il gas muoiono in dieci lunghissimi minuti, anche se gli allevatori sostengono che essi rimangano coscienti solo per due minuti. Le carcasse sono poi incenerite e compostate, usate come fertilizzanti o cibo per animali domestici.  Dwight Mogler un allevatore delle Pig Hill Farms dell’Iowa ha già sperimentato la pratica su maiali appena nati e giura che essa non sia dolorosa, ma sostiene anche che è inquietante.

“Ci sono spasmi muscolari e la distruzione muscolare degli arti, ma nessuna vocalizzazione”, ha detto. Un’altro metodo di abbattimento è l’ipotermia, comunemente nota come arresto del ventilatore (VSD). Intervistato da The Guardian, lo stesso allevatore spiega che sta macellando 170 maiali ogni 45 minuti, usando un equipaggio di macellazione rotante per evitare l’affaticamento mentale o fisico. “La nostra capacità sarebbe di circa 1500 a 2000 maiali al giorno”, ha detto. Così accanto ad animali che periscono, ci sono allevatori che hanno perdite economiche e sono costretti a pratiche terribili.

Gli animali per un motivo o un altro, finiscono nel peggiore dei modi. E parliamo di numeri elevatissimi che vanno dai 3mila ai 10mila per struttura. Si stima che oltre 10 milioni di galline siano già state abbattute a causa del “sovraffollamento”. La maggior parte di queste è stata soffocata con una schiuma a base d’acqua, simile alla schiuma antincendio. Numero così alti che diventa difficile persino smaltire le carcasse.

Il problema non è solo americano, ma riguarda anche Irlanda, Spagna, Australia, Germania, Brasile, Canada e Regno Unito. E anche in Italia la situazione non è rosea: animali dall’esistenza breve e lontana dal benessere che periscono direttamente nel loro allevamento.

Fonti: Mercy for animals/The Guardian

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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