Soppressa l’alce emaciata e ridotta pelle e ossa allo zoo di Vancouver

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Talmente magra che si potevano contare tutte le costole e alla fine, questa alce rinchiusa allo zoo di Greater Vancouver, è stata soppressa. Le immagini dell’animale emaciato hanno scatenato proteste tra gli attivisti.

A mostrare le foto era stata Shannon Marcoux. La donna in visita allo zoo aveva notato che l’ alce versava in condizioni veramente critiche. Oakleaf di 8 anni mercoledì scorso è stata soppressa e questo, ha fatto infuriare gli animalisti che si chiedono il perché l’alce fosse pelle e ossa e visibilmente in stato di sofferenza.

Secondo il veterinario dello zoo, Bruce Burton, l’alce stava male da tempo per via dell’età. Ma in fondo, Oakleaf aveva solo 8 anni e le alci in natura vivono 25 anni, mentre in cattività anche 15. I gestori si sono giustificati sostenendo che è stato fatto il possibile, cambiando anche la sua dieta. Possibile che nessuno sia stato in grado di capire il perché il povero animale, già costretto alla prigionia, mostrasse segni di malessere?

La decisione di sopprimerla è arrivata il giorno dopo che le foto sono state pubblicate.Ma secondo il veterinario, si è trattata solo di una coincidenza, perché la decisione era già stata presa. La pensano diversamente gli attivisti, secondo cui lo zoo abbia voluto chiudere il caso in maniera sbrigativa pur di non essere attaccato.

Shannon Marcoux aveva presentato, infatti, una denuncia formale contro la struttura.

“Chiediamo risposte e che il caso non venga chiuso e che i responsabili di una morta annunciata paghino”ha dichiarato l’attivista David Isbister di No More Dead Captives.”Se non fosse stato per queste immagini, nessuno avrebbe saputo delle condizioni di Oakleaf”.

Mentre lo zoo continua a sostenere di avere a cuore la sorte dei propri animali, gli attivisti ricordano che un rapporto del 2019 commissionato dalla Vancouver Humane Society (VHS) dall’associazione per la protezione della fauna selvatica Zoocheck, raccontava di uno zoo in cui animali ‘vivevano in gabbie sterili, sottodimensionate e recinti che impediscono loro di avere comportamenti naturali’.

Fonti: Shannon Marcoux/ The province/Vancouver sun

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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