Addestratore russo prende a calci e pugni i beluga, mostrando tutta la crudeltà dei parchi acquatici

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Violenza verbale, calci e pugni: agli animali rinchiusi nei parchi acquatici succede anche questo, come dimostrano le angoscianti scene riprese dalle telecamere di sorveglianza del Primorsky Oceanarium, che si trova sull’isola Russky in Russia. Il filmato mostra un addestratore che sferra pugni e calci a due beluga che nuotano in una piccola vasca della struttura. 

A pubblicare il video su YouTube, denunciando tutta la crudeltà che sono costretti a subire gli animali marini della struttura, l’organizzazione no-profit Save The Ocean.

Secondo quanto riportato dagli attivisti, l’addestratore russo stava cercando di insegnare ai due esemplari di balene beluga (Lear, che ha 13 anni, e Lear, che ne ha 12) un’acrobazia, ma quando entrambi si sono rifiutati, sono stati puntiti con calci e pugni.

E, purtroppo, non si tratterebbe di un caso di violenza isolato, ma di una pratica consolidata all’interno della struttura (e ovviamente di tante altre) che porta questi mammiferi a diventare anche molto aggressivi tra di loro, in particolare durante la stagione riproduttiva. 

Dal canto suo, Primorsky Oceanarium nega che le balene abbiano provato dolore a causa dei colpi inferti dall’addestratore. 

“Questi sono metodi anormali, barbar  e davanti alla legge equivale a crudeltà nei confronti degli animali” – commenta Dmitry Lisitsyn, responsabile della Ong Sakhalin Environment Watch – “Questo non è addestramento, ma pestaggio. Il fatto si è verificato il 5 maggio, ma è venuto alla luce solo ora.  Ci sono stati casi altri preoccupanti all’Oceanarium sulla costa del Pacifico della Russia. Nel 2017, una balena beluga è morta dopo essere rimasta impigliata nelle reti. A seguito di un altro incidente,, un addestratore è stato licenziato dopo aver colpito un tricheco. Nell’acquario sono morti anche tre delfini a strisce bianche, un leone marino, due trichechi e una balena beluga”.

Questa vicenda è soltanto l’ennesima conferma della violenza e della pressione psicologico a cui sono sottoposti gli animali nei parchi acquatici. Acquistare un biglietto per visitare queste strutture significa essere complici di queste atrocità.

Fonte: Save the Ocean

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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