L’acidificazione degli oceani sta facendo sciogliere i gusci dei granchi

Le acque dell’Oceano Pacifico hanno raggiunto un’acidità tale da provocare la dissoluzione dell’esoscheletro dei granchi.

Il granchio di Dungeness (Metacarcinus magister), specie di vitale importanza per la pesca commerciale, è uno dei primi animali a risentire del pH più acido dell’Oceano Pacifico: il suo guscio si sta sciogliendo e questo provoca un danno agli organi sensoriali.

La terribile scoperta è stata da un gruppo di ricercatori americani, che hanno portato avanti uno studio sull’impatto dell’acidificazione delle acque.

Il pH degli oceani negli ultimi anni si è costantemente abbassato a causa dell’assorbimento di maggiori quantità di anidride carbonica dall’atmosfera.
L’acidificazione degli oceani provoca importanti modifiche sull’ecosistema marino poiché aumenta la salinità e la temperatura dell’acqua e favorisce la proliferazione di alghe.

La sopravvivenza di crostacei e coralli, inoltre, dipende dalla presenza di ioni carbonato nell’acqua, utilizzati per costruire gusci e scheletri. Quando aumenta l’acidità, tali ioni diminuiscono e diventa difficile garantire forza e resistenza a gusci e conchiglie.

Il recente studio ha mostrato che il pH eccessivamente acido ha corroso i giovani gusci delle larve di granchio: questo potrebbe comprometterne lo sviluppo, oltre alla capacità di difendesi dai predatori e di galleggiare.
I granchi hanno inoltre strutture recettive che utilizzano per muoversi: anche queste sono risultate danneggiate dal pH eccessivamente basso e ciò causa difficoltà nei movimenti, indispensabili per fuggire o andare alla ricerca di cibo.

Non è chiaro se gli stessi effetti si verifichino anche negli esemplari adulti, ma se le larve devono affrontare questi problemi, sarà difficile per loro sopravvivere fino all’età adulta.

Il fatto che una maggiore acidità abbia un impatto negativo anche sugli animali non ha stupito i ricercatori, che però sono rimasti sorpresi dalla rapidità con cui i granchi hanno risentito delle condizioni modificate dell’acqua.

Se i granchi hanno mostrato già i primi danni dati dall’aumento dell’acidità del mare, moltissime altre specie potrebbero presentare lo stesso problema molto presto: diverse specie tra cui ostriche, vongole e plancton fanno affidamento agli ioni carbonato per rafforzare le proprie strutture.

Esseri umani e altri animali marini che si nutrono di queste specie, potrebbero dunque trovarsi in gravi difficoltà: le ripercussioni in termini economici e di sicurezza alimentare potrebbero essere enormi.

Secondo il NOAA Ocean Acidification Program, per far fronte all’acidificazione degli oceani è indispensabile che la politica agisca immediatamente per ridurre le emissioni di anidride carbonica.

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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