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Sospesi i test sugli animali nel laboratorio spagnolo dopo i video sulle terribili crudeltà

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Animali torturati, decapitati e storditi: sono immagini agghiaccianti quelle mostrate in un filmato pubblicato dall’organizzazione Cruelty Free International (CFI). Le riprese sono state fatte tra il 2018 e il 2020 a Madrid, nel centro di sperimentazione animale Vivotecnia, che esegue esperimenti su varie specie, tra cui cani, topi, conigli e scimmie, per le industrie cosmetiche, chimiche e agrochimiche. A seguito della pubblicazione dei video raccapriccianti, le autorità di Madrid hanno deciso di sospendere le attività nel laboratorio e avviare un’indagine per far luce sugli gli abusi commessi.

Il filmato diffuso dalla Cruelty Free International (CFI) rivela tutta la crudeltà inaudita di questi lager per animali indifesi, in cui vengono tratti esclusivamente come cavie e non come esseri senzienti. I poveri animali vengono presi a schiaffi, agitati con violenza, strattonati, inchiodati al tavolo e sezionati, sottoposti a torture, spesso senza anestesia, e persino uccisi davanti agli altri esemplari. Tanti gli animali, in particolare i conigli, che subiscono lesioni spinali a causa delle manipolazioni da parte degli operatori del laboratorio. Come si vede dal video, in molti casi sono costretti a ingerire farmaci e altre sostanze chimiche che provocano emorragie interne, difficoltà respiratorie e che possono indurre alla morte. 

“Questo filmato mostra ancora una volta il lato oscuro dei test di tossicità regolamentari sugli animali.” – commenta la dottoressa Katy Taylor, direttore della scienza e degli affari normativi del Cruelty Free International (CFI). – Abbiamo scoperto un’orrenda miscela di sofferenza e crudeltà nel modo in cui gli animali vengono ospitati, maneggiati e maltrattati nei test di tossicità, nonché innumerevoli violazioni della legislazione spagnola e dell’UE. È impensabile che ciò avvenga in Europa. La Commissione europea ci dice che la direttiva 2010/63 non solo protegge gli animali utilizzati nella scienza, ma fornisce anche una strategia per sostituire i test sugli animali. Non fa né l’uno né l’altro.” 

Per guardare il video CLICCA QUI (ATTENZIONE! IMMAGINI FORTI).

Nel laboratorio il benessere degli animali è rispettato solo a parole

Le immagini rese pubbliche dall’inchiesta di Cruelty Free International confermano, ancora una volta, la mancanza di coerenza tra le parole e i fatti di chi opera nei laboratori di sperimentazione sugli animali. Ecco, infatti, cosa afferma Vivotecnia sul sito web a proposito del suo impegno a favore del benessere degli animali: 

“Il benessere degli animali utilizzati a fini di ricerca è di fondamentale importanza per Vivotecnia, nonché il rigoroso rispetto e rispetto della normativa vigente sulla protezione degli animali utilizzati nella ricerca e per altri scopi scientifici, compresa l’istruzione. Il nostro obiettivo è raggiungere i più alti standard di benessere degli animali, non solo dal punto di vista della nostra responsabilità morale nei loro confronti, ma anche perché siamo convinti che non potremmo raggiungere l’eccellenza della ricerca senza un adeguato benessere animale. I nostri esperimenti con animali seguono gli standard legali e sono valutati da un Comitato Etico sulla Sperimentazione Animale che promuove l’uso di metodi alternativi, la riduzione del numero di animali utilizzati e l’affinamento nei protocolli sperimentali applicati.

Tutte le procedure di lavoro di Vivotecnia sono conformi alla Direttiva UE (2010/63 / UE) e al Regolamento spagnolo (RD 53/2013).”

Prima di vedere il video l’amministratore delegato di Vivotecnia Andres König ha negato i maltrattamenti sugli animali. “Lavoriamo in ogni momento per garantire la qualità del nostro lavoro, tenendo sempre in considerazione il benessere degli animali” – ha dichiarato al Guardian, che aveva riportato la notizia. – “Vorremmo sottolineare che in Vivotecnia Research il benessere degli animali è una priorità fondamentale. Le procedure di lavoro in Vivotecnia aderiscono alla direttiva dell’Unione Europea (2010/63 / UE) per la protezione degli animali da esperimento, nonché al regio decreto RD 53/2013 che stabilisce le regole di base applicabili per la protezione degli animali utilizzati per scopi sperimentali e altri scopi scientifici.”

Tuttavia, dopo aver visto quelle scene terribilmente crude, König ha dovuto ammettere che il benessere degli animali non era stato affatto rispettato.

“Alcune immagini sono particolarmente scioccanti per me, poiché vanno direttamente contro i protocolli scritti dell’azienda che tutto il personale coinvolto deve conoscere e rispettare”– ha dichiarato – “Chiaramente non rappresentano il rispetto per l’animale da esperimento e le strategie per evitare i possibili danni e stress che abbiamo cercato di instillare dall’inizio della nascita di Vivotecnia”. 

Le richieste del Cruelty Free International per fermare gli abusi sugli animali 

Dopo la divulgazione del raccapricciante video, l’organizzazione Cruelty Free International ha richiesto l’intervento delle istituzioni per bloccare le violenze perpetrate nei confronti degli animali del laboratorio spagnolo, lanciando anche una petizione.

“Chiediamo alle autorità di Madrid di revocare immediatamente la licenza di Vivotecnia per effettuare esperimenti e la chiusura dell’impianto.”– si legge sul sito  di Cruelty Free International – Chiediamo inoltre un’urgente revisione da parte dell’Unione europea di tutti i test di tossicità e un piano d’azione che tracci una tabella di marcia per porre fine ai test sugli animali.”

A seguito della diffusione del video, il governo di Madrid è finalmente intervenuto. Il procuratore coordinatore dell’Ambiente, Antonio Vercher, ha infatti deciso di avviare un’indagine sugli abusi commessi all’interno del laboratorio Vivotecnia. E, come anticipato, al momento le attività del centro spagnolo sono state sospese. Noi speriamo che venga fatta giustizia per i poveri animali e in una chiusura definitiva di questo luogo degli orrori!

Fonte: Cruelty Free International/El País

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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