Filmate le agghiaccianti immagini dello sterminio di visoni nell’allevamento italiano colpito dal Covid-19

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

*ATTENZIONE IMMAGINI FORTI*

Migliaia di corpi inermi, gettati come rifiuti. Sono terribili le immagini riprese da Essere Animali con un drone che, dopo giorni di appostamenti, è riuscita filmare l’abbattimento di migliaia di visoni nell’allevamento di Capralba, in provincia di Cremona. Come in Danimarca, gli animali uccisi in una camera a gas e gettati con la pala del trattore in un cassone.

La decisione di abbattere tutti gli animali è stata presa dall’Ats Valpadana in seguito all’ordinanza del Ministero della Salute che prevede l’uccisione di tutti i visoni, anche i riproduttori, nelle strutture in cui dovessero rivelarsi casi di animali positivi al coronavirus, per l’alto rischio che gli animali possano contagiare gli esseri umani con una forma mutata del virus.

Nell’allevamento di Capralba, il più grande d’Italia con circa 28.000 animali, quasi la metà di quelli allevati per la pelliccia in Italia, sono stati trovati nei mesi scorsi tre casi di visoni positivi al coronavirus.

Negli altri 7 allevamenti ancora attivi in Italia proprio in questi giorni sta avvenendo la stessa mattanza e, poiché in quelle strutture non ci sono animali positivi, i visoni diventeranno pellicce o inserti per indumenti.

“Ecco ciò che dovrebbe veramente indignarci, l’uccisione crudele per futili motivi di esseri viventi, così come l’immobilismo del Governo, capace solo di emettere un’ordinanza che sospende gli allevamenti fino a febbraio 2021, una misura inutile di fronte a una questione così grave come il rischio di contagio di forme mutate del virus dagli animali all’essere umano”, spiega Essere Animali.

Da tempo l’associazione chiede un divieto di allevamento di animali da pelliccia. Più volte sono state documentate le condizioni dei visoni negli allevamenti italiani, filmando animali feriti, con comportamenti stereotipati e una gestione degli allevamenti che inevitabilmente agevola la diffusione del virus, essendo le gabbie disposte una a fianco all’altra, con i visoni rinchiusi a stretto contatto fra loro.

Diversi Paesi europei hanno già vietato gli allevamenti di visoni, l’ultimo in ordine di tempo l’Ungheria che, pur non avendo strutture attive, ha imposto un divieto per evitare che allevatori provenienti da nazioni che stanno vietando gli allevamenti possano insediarsi nel territorio magiaro. L’Italia è uno dei pochi Paesi, all’interno dell’UE, che ancora consente l’allevamento dei visoni. Nel frattempo, la Cina ne sta approfittando, facendo lievitare i prezzi e cercando di piazzarsi come primo produttore mondiale, al posto della Danimarca a cui fino a oggi era seconda. Questo nonostante i rischi per la salute e il benessere, neanche a dirlo, degli animali allevati.

Gli allevamenti di visoni sono crudeli verso gli animali e pericolosi per la salute pubblica, la produzione di pellicce doveva essere vietata già anni fa… E invece stiamo ancora perdendo tempo, aggiungendo orrore all’orrore.

Fonte: Essere Animali

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
Seguici su Instagram
Seguici su Facebook