pero palo

Un'aberrante tradizione. È quella che si svolge in occasione del martedì grasso, caduto quest'anno il 12 febbraio, a Villanueva de la Vera, in Estremadura (Spagna meridionale). Anche questa anno, infatti, come vuole una consolidata e anacronistica consuetudine, nel corso della festa di Pero palo, un povero asinello è stato spintonato, percosso, frastornato con urla e petardi e, infine, torturato e ucciso.

Tutto ciò, nonostante l'espresso divieto della legge spagnola n.5/2002, relativa ai maltrattamenti agli animali, ricorda l'Enpa, che per questo ha scritto all'ambasciatore della Spagna in Italia, chiedendogli di intervenire per porre fine a questa barbarie. "Si tratta di un'usanza che ripugna alla coscienza dei cittadini europei e che non può essere giustificata da nessuna motivazione", si legge nella missiva, che prosegue: "Signor Ambasciatore, le chiediamo a questo proposito un incontro urgentissimo e, soprattutto, di voler compiere i passi necessari per impedire che ancora una volta Villanueva de la Vera sia teatro di una simile atrocità".

Il festival di Pero Palo affonda le sue radici nei secoli bui dell'inquisizione, quando il linciaggio veniva perpetrato ogni anno su un bandito accusato di reati o eresia, spiega l'Oipa, che aggiunge: "nella Regione della Extremadura vige la legge 5/2002 per la protezione degli animali, la quale vieta l'uso di animali nelle feste e in spettacoli pubblici quando l'animale viene maltrattamento, ma ogni anno il festival di Pero Palo viene celebrato e la legge ignorata". E fino al 1986 l'animale veniva addirittura accoltellato, gli venivano cavati gli occhi e spezzate le ossa. La festa finiva, si usava dire, "quando finiva l'asino".

"Nelle pagine ufficiali dedicate alla festa del Peropalo si afferma che oggi l'asino non subisce più maltrattamenti, tuttavia continuano a giungermi da più parti comunicazioni che sostengono il contrario, corredate da testimonianze personali e persino da video", spiega l'eurodeputato Andrea Zanoni in un'altra missiva inviata a José Antonio Rodríguez Calzada, sindaco di Villanueva de la Vera, chiedendo "la sostituzione definitiva dell'asino con un fantoccio per scongiurare ogni maltrattamento ed assicurare che i festeggiamenti del carnevale a Villanueva de la Vera avvengano nel segno della civiltà".

Secondo l'Enpa, che dal 1871 persegue la tutela dei diritti degli animali non solo in Italia ma anche in Europa e nel mondo, è necessario che la cultura biocentrica diventi patrimonio comune. Il rispetto della vita e la difesa degli altri viventi non dovrebbero conoscere confini geografici. "E ciò, in particolar modo, dovrebbe essere per i Paesi membri dell'Unione Europea – si legge ancora nella lettera -: essere cittadini d'Europa deve significare anche condividere valori e sensibilità che non riguardino soltanto la nostra specie".

Naturalmente le Associazioni spagnole già da tempo si stanno muovendo per assicurare la cancellazione di barbarie. Intanto, anche il popolo del web ha manifestato la sua indignazione. Come dimostra il gruppo nato appositamente su Facebook "NO ALLA FESTA DI PEROPALO IN SPAGNA!", pubblicato da Micaela Nicoletti per sostenere una petizione online e il mailbombing a consolati e ambasciate di Spagna in tutto il mondo. Protestiamo anche noi contro questa abarrente tradizone portata avanti sulla pelle di un povero asino.

Roberta Ragni

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