Shark finning: il Parlamento europeo vieta per sempre la terribile pratica di tagliare le pinne di squalo

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Shark finning addio. Vietato tagliare le pinne degli squali a bordo dei pescherecci in Europa. Il Parlamento europeo ha appoggiato a larga maggioranza (629 presenti, 566 favorevoli, 47 contrari e 16 astenuti) la proposta della Commissione di cancellare tutte le deroghe al finning, la pratica che consiste nel recidere le pinne agli squali e poi rigettarli in mare.

Nel 2006 il Parlamento europeo aveva chiesto, infatti, di rafforzare il Regolamento UE sul finning. Attualmente, però, una deroga contenuta nel Regolamento comunitario consente ancora di rimuovere le pinne degli squali a bordo dei pescherecci europei, rendendo di fatto inefficaci i controlli. Per questo la Commissione Europea ha presentato una proposta di modifica che prevede di eliminare ogni deroga e permesso speciale, autorizzando esclusivamente lo sbarco degli squali con le pinne attaccate al corpo, un metodo raccomandato dall'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN), dalle Nazioni Unite e dagli esperti scientifici.

Sebbene in questo modo si possa rafforzare e semplificare i controlli, il monitoraggio e la raccolta dati sulle popolazioni di squali, una delle specie più minacciate degli oceani a causa della pesca intensiva e del mercato internazionale delle preziose pinne, la proposta era stata purtroppo osteggiata da Spagna e Portogallo, Paesi che mantengono forti interessi nel commercio internazionale delle pinne di squalo. Ma ora, finalmente, sarà vietato per sempre il finning, almeno nei mari europei.

Andrea Zanoni, eurodeputato IdV che aveva presentato una relazione per parere in commissione ENVI, esulta: "basta a questa barbara pratica schiava del mercato cinese delle pinne di squalo Con il voto di oggi diamo il nostro appoggio alla proposta della Commissione di vietare tutte le deroghe a questa terribile pratica che ogni anno costa la vita a decine di milioni di squali, che vengono pescati, spinnati e poi ributtati in acqua spesso ancora vivi", si legge in una nota. È fallito, quindi, il tentativo di chi voleva mantenere alcune deroghe sul finning.

L'eurodeputato stato relatore della relazione per parere della commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo proprio sul finning: "nella mia relazione di fine aprile e approvata a larga maggioranza dalla commissione ENVI, ho supportato a chiare lettere il divieto a tutte le deroghe alla pratica del finning perché gli interessi della pesca allo squalo non possono assolutamente causare la loro scomparsa dai mari europei, ipotesi tutt'altro che remota visto che l'Europa è al secondo posto a livello mondiale per numero di catture di squali".

Per questo ha voluto rafforzare il testo con una serie di emendamenti, tra i quali l'allargamento dei controlli a tutti i pescherecci attivi nelle acque marittime dell'Unione (non solo a quelli europei), e l'obbligo per gli Stati membri di fornire, nelle loro relazioni annuali destinate alla Commissione, informazioni più dettagliate sugli sbarchi di squali, come l'identificazione delle specie catturate, la quantità di esemplari, il peso totale per ogni specie e le zone di pesca. "Con il voto di oggi a Strasburgo – conclude Zanoni- , intendiamo mettere fine a questo atroce massacro che alimenta il mercato asiatico per la preparazione della "zuppa di pinne di pescecane" appoggiando la proposta della Commissione di dare un netto colpo di spugna a tutte le deroghe concesse finora. Gli squali pescati, conformemente alle regole europee, dovranno essere portati a terra esclusivamente con le pinne attaccate al corpo".

Roberta Ragni

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