Pubblicata la mappatura del genoma del suino. Quali conseguenze per i maiali?

maialino

Uomini come maiali. A fare dell'ironia, ovviamente a discapito dei poveri suini, ci sarebbe l'imbarazzo della scelta, ma, in questo caso, il paragone è reale e fa riferimento al completamento della mappatura del Dna del maiale, che rivela nuove e inaspettate somiglianze genetiche con l'uomo. Lo studio, pubblicato su Nature, si deve al Consorzio internazionale per il sequenziamento del genoma del maiale, coordinato dalla Wageningen Univeristy, nei Paesi Bassi.

La ricerca, a cui hanno partecipato anche scienziati italiani come Sara Botti, Anna Anselmo, Bouabid Badaoui ed Elisabetta Giuffra, del Parco Tecnologico Padano, ha il merito di aver sequenziato il genoma di una femmina di maiale domestico di razza Duroc, denominata con terminologia scientifica in latino Sus scrofa domesticus, mentre per ricostruire l'evoluzione di questi animali, la mappa è stata poi confrontata con il genoma dei cugini selvatici, i cinghiali, sia asiatici che europei, creature molto simili agli antenati del maiale.

Per ben 10.000 anni i suini e l'uomo hanno avuto un rapporto stretto e complesso, a partire dall'addomesticamento fino alle pratiche in uso attualmente negli allevamento moderni. È nel corso di questo lunghissimo tratto di tempo che gli esseri umani hanno modellato il genoma di suini domestici, che hanno avuto una rapida evoluzione genetica, soprattutto dei geni coinvolti nella risposta immunitaria e nell'olfatto. "Questo progetto – spiega Sara Botti, responsabile del gruppo di biologia integrativa del Parco Tecnologico Padano – ci offre la possibilità di comprendere meglio questo animale. Per capire la sua portata basti pensare che questa pubblicazione è accompagnata da altre 20 pubblicazioni scientifiche su altre riviste.

"È interessante che la sequenza genomica del maiale domestico sia ormai di dominio pubblico e disponibile per consentirci di migliorare le caratteristiche del maiale", ha detto, inoltre, Ronnie Green, dell'Università del Nebraska, uno dei primi sostenitori del sequenziamento del genoma del maiale, finanziato da USDA, Commissione Europea, Biotechnology e Biological Science Research Council, Wellcome Trust e gruppi di imprese in Europa e negli Stati Uniti.

Questo significa che la ricerca ha dei risvolti pratici che miglioreranno la produzione degli allevamenti intensivi, con maiali "più sani e più produttivi", assicurano i ricercatori. Quindi ancora più sfruttati. E c'è di più: la mappa ha, soprattutto, evidenziato ben 112 corrispondenze con gli aminoacidi implicati in malattie umane come obesità, diabete, dislessia, malattia di Parkinson e malattia di Alzheimer. Il che, chiaramente, estende il potenziale di questo animale, già usato per l'eparina, il farmaco anticoagulante generalmente ricavato dall'intestino suino, e le valvole cardiache, come modello per la ricerca biomedica e per la sperimentazione di farmaci.

Roberta Ragni

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